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Brindisi, Giovanni Bocci vola in Kazakistan per riabbracciare il figlio rapito 11 anni fa dalla madre

Un volo verso est, carico di un’attesa lunga undici, interminabili anni. Il prossimo 27 marzo, il brindisino Giovanni Bocci volerà su un aereo diretto in Kazakistan per poter finalmente riabbracciare suo figlio Adelio.

Il bambino gli era stato sottratto di nascosto nel 2015, quando aveva appena due anni, dalla madre di origini tagike, che lo portò via con sé sparendo nel nulla. Oggi Adelio sta per compiere 13 anni e, dopo una lunga ed estenuante battaglia, padre e figlio potranno finalmente guardarsi di nuovo negli occhi.

L’itinerario logistico ed emotivo non sarà semplice. Come spiegato da Elsa, zia di Adelio e sorella di Giovanni, il padre atterrerà prima ad Astana, la capitale del Kazakistan. Da lì, sarà prelevato e accompagnato fino a Taraz, una città situata nel sud del Paese asiatico, dove il ragazzino attualmente vive. La separazione è durata così tanto che la famiglia brindisina non nasconde la normale apprensione per il momento del ritrovo: «Giovanni non vede il figlio da anni – confida la zia Elsa – e ci auguriamo che qualcuno abbia preparato, o stia preparando psicologicamente Adelio a questo delicato incontro col papà».

La speranza del rientro e un dono speciale

L’obiettivo finale della famiglia Bocci non si ferma però alla sola visita. La battaglia legale e diplomatica punta dritta al rientro: «Speriamo di riportarlo in Italia perché Adelio è un cittadino italiano», ricorda con fermezza la zia. Per cercare di accorciare le distanze e rompere il ghiaccio in un momento così complesso, il papà non si presenterà a mani vuote. Nella valigia per il Kazakistan c’è un regalo speciale pensato per un quasi tredicenne: un pallone da calcio autografato dall’attaccante del Milan, Rafael Leao. «Speriamo bene», è l’ultimo, sentito auspicio della famiglia.

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