Sono trincerati in un silenzio assoluto nella caserma di Campi Salentina i due uomini fermati questa mattina dopo il violento assalto a un portavalori sulla statale 613. Entrambi originari del Foggiano, sono indiziati di far parte del commando che ha scatenato il panico sulla superstrada Brindisi-Lecce, bloccando il traffico con un’azione paramilitare fatta di kalashnikov ed esplosivo.
I due sono stati bloccati nelle campagne di Squinzano durante le battute di ricerca successive alla rapina. Al momento dell’arresto, uno di loro ha tentato una difesa disperata dicendo ai militari: «Non c’entro nulla, mi trovo qui per caso». Poi, davanti agli inquirenti, la strategia è cambiata: bocche cucite in attesa della convalida del fermo. Le indagini sono coordinate in sinergia dalle Procure di Brindisi e Lecce.
La gravità dell’accaduto è testimoniata dall’arrivo immediato a Campi Salentina del Generale di brigata Iacopo Mannucci Benincasa, comandante della Legione Carabinieri Puglia. Il conflitto a fuoco è stato durissimo: una “gazzella” dell’Arma è stata crivellata di colpi, con un proiettile che ha attraversato il parabrezza mancando per un soffio i militari a bordo. «Ci troviamo davanti a un’aggressione della criminalità sempre più violenta, condotta in maniera spregiudicata in mezzo alla gente – ha dichiarato il Generale –. Oggi possiamo dire di aver avuto qualcuno che ha protetto coloro che operano per lo Stato. I nostri uomini hanno mostrato coraggio e grande senso del dovere».