Categorie
Brindisi Cronaca

Antimafia a Brindisi: «Il ritorno della Scu facilitato dalla permeabilità delle carceri»

Brindisi torna al centro dell’attenzione nazionale con la visita della Commissione parlamentare antimafia, che ha acceso i riflettori su un territorio ancora esposto alle dinamiche della criminalità organizzata. Un’analisi lucida e senza sconti, emersa nel corso degli incontri istituzionali, che restituisce l’immagine di una realtà in evoluzione, dove vecchi equilibri criminali lasciano spazio a nuove forme di controllo.

Tra i punti più delicati emersi e evindenziati dalla presidente Chiara Colosimo c’è quello della permeabilità del sistema carcerario, in particolare per i detenuti non sottoposti al regime del 41 bis. Secondo quanto emerso, proprio questa fascia rappresenterebbe un anello debole: la possibilità di mantenere contatti con l’esterno rischia di consentire ai boss di continuare a impartire direttive, alimentando traffici e strategie anche dal carcere. Un elemento che preoccupa gli inquirenti, perché capace di garantire continuità operativa alle organizzazioni criminali.

Sul territorio, intanto, la presenza della Sacra Corona Unita resta un dato concreto. Tra Brindisi e Lecce, l’organizzazione, pur colpita negli anni da arresti e operazioni, continua a riorganizzarsi, puntando su nuove leve e su un controllo meno appariscente ma comunque efficace. Una criminalità che cambia volto, meno visibile rispetto al passato, ma non per questo meno pericolosa. Al centro delle attività illecite resta il traffico di stupefacenti, vero motore economico delle organizzazioni, capace di generare flussi di denaro e alimentare reti che si estendono ben oltre i confini locali.

Un sistema che si intreccia con altre realtà criminali e che trova nel territorio pugliese un punto strategico. La Commissione ha, inoltre, ribadito la necessità di mantenere alta la vigilanza su appalti pubblici e investimenti, ambiti considerati particolarmente esposti al rischio di infiltrazioni. Il timore è che la criminalità possa sfruttare ogni spiraglio per radicarsi nell’economia legale, consolidando così la propria presenza.

Dal confronto con le autorità salentine è emerso un messaggio chiaro: la criminalità organizzata non è un fenomeno del passato, ma una realtà che si adatta e si trasforma. Per questo, la risposta dello Stato deve restare costante, coordinata e incisiva. In questo contesto si inserisce anche la visita prevista per il prossimo 24 aprile del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che tornerà a Brindisi per l’inaugurazione e la restituzione alla collettività di un bene confiscato alla criminalità organizzata. Un segnale concreto, che punta a trasformare i simboli del potere mafioso in opportunità per il territorio. Un gesto dal forte valore simbolico, ma anche operativo, che si affianca al lavoro quotidiano di magistrati e forze dell’ordine. Perché la sfida, oggi, è duplice: contrastare le organizzazioni criminali e allo stesso tempo rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Lascia un commento Annulla risposta

Exit mobile version