Un incontro eccezionale, ma che desta profonda preoccupazione tra gli esperti e gli amanti del mare. Nelle scorse ore, le acque antistanti il porto di Trani sono state teatro dell’avvistamento di un giovane esemplare di squalo elefante, lungo circa due metri e mezzo.
A diffondere la notizia e a lanciare l’allarme sui social è stato Pasquale Salvemini, responsabile del Centro Recupero Tartarughe Marine WWF di Molfetta. La presenza di questa specie nel mar Adriatico rappresenta un evento di grande rilevanza ecologica, trattandosi di un animale il cui stato di conservazione a livello globale è considerato criticamente a rischio.
Innocuo per l’uomo, ma in pericolo di vita
Salvemini ha voluto subito tranquillizzare la popolazione, sottolineando a chiare lettere un aspetto fondamentale: lo squalo elefante (che si nutre esclusivamente di plancton filtrando l’acqua) è totalmente innocuo per l’uomo. Purtroppo, il giovane esemplare avvistato a Trani ha mostrato evidenti segni di sofferenza e non gode di ottima salute, fattore che ha allarmato i biologi e i volontari.
Nelle ultime ore, l’animale sembra essere scomparso dai radar degli esperti, sebbene si ipotizzi che non si sia allontanato troppo dalla costa del Nord Barese. Da qui l’accorato appello lanciato dal referente del WWF: «Invitiamo tutti i naviganti, i pescatori e i diportisti ad avvisarci immediatamente qualora l’esemplare dovesse essere nuovamente avvistato». Una segnalazione tempestiva potrebbe infatti rivelarsi vitale per monitorarne gli spostamenti e tentare un intervento di supporto.









