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Trani, sigilli a pedane e dehors abusivi dei ristoranti sul porto: «Rovinano il panorama»

Le strutture sono state sequestrate perché realizzate senza autorizzazioni e «in violazione delle norme di tutela del patrimonio culturale»

Trani, sigilli a pedane e dehors abusivi dei ristoranti sul porto: «Rovinano il panorama»

Sei pedane e dehors sequestrati e otto persone indagate per violazione delle norme paesaggistiche, con multe per oltre 93mila euro. È il bilancio dei controlli effettuati dai carabinieri del nucleo Tutela del patrimonio culturale di Bari, in collaborazione con i colleghi della Bat, nel porto di Trani.

Stando a quanto emerso i dehors erano montati senza autorizzazioni a pochi passi dal mare. Le piattaforme erano state sistemate all’esterno di ristoranti e servivano per l’allestimento di tavolini e sedie che però, affermano i militari, mettevano a rischio la «salvaguardia, l’integrità e le relative condizioni di prospettiva, luce e cornice dello spazio urbano tutelato» del porto di Trani.

Dehors e pedane sono stati sequestrati perché realizzati «in assenza delle necessarie autorizzazioni, in violazione delle norme di tutela del patrimonio culturale, del demanio marittimo e sull’occupazione di suolo pubblico», si legge in una nota dei carabinieri.

Secondo quanto accertato «le strutture abusive hanno interrotto la continuità visiva e la percezione dei fronti edificati storici e dei beni culturali vincolati prospicienti lo specchio acqueo antistante il porto di Trani che è sottoposto a regole di tutela indiretta», prosegue la nota, in cui si evidenzia che sarebbe stato violato «il divieto di eseguire qualunque opera che possa alterare la prospettiva, il godimento e la visione dei luoghi».

Quanto sottoposto a sequestro, ovvero «installazioni con pedane, elementi perimetrali e sistemi vari di ombreggiamento e chiusura» è stato ritenuto dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Bat e Foggia incompatibile «con il carattere storico-artistico delle aree tutelate in cui ricadono, ostruendo talvolta le facciate degli edifici storici interessati e compromettendo la loro immagine in rapporto al mare, con conseguente alterazione delle condizioni di decoro e godibilità degli immobili sottoposti a vincolo e del waterfront portuale».

Sono due gli ordini di ripristino dello stato dei luoghi che prevedono la rimozione delle strutture.