«Era stata messa in discussione la mia dignità. Ed essere riuscito a ristabilire un po’ le posizioni, essere riusciti a guardarci in faccia, come probabilmente non avevamo mai fatto, ha cambiato tutto». Così Marco Galiano, sindaco di Trani, motiva la decisione di ritirare in extremis le sue dimissioni da primo cittadino del co-capoluogo della Bat che appena tre giorni fa sembravano essere irrevocabili.
Nel corso di una conferenza stampa, Galiano ha affermato: «Io mi auguro che questo possa anche far notare e far capire che è stata recuperata molta parte di quella dignità che temevo di lasciare per strada».
Il passo indietro, inizialmente motivato anche sui canali social con forti critiche verso i gruppi di sostegno, è stato riesaminato alla luce di un nuovo confronto interno. «C’è stato un totale cambiamento di quelle che sono le posizioni e i rapporti tra le persone che fanno parte di questa maggioranza», ha spiegato il sindaco, sottolineando come vi siano ora le basi per un percorso amministrativo condiviso.
Galiano ha poi riconosciuto le proprie responsabilità, legate a «dosi probabilmente di inesperienza di gestione di un ruolo così importante», ammettendo che «fare il sindaco di Trani è un qualcosa che ti rimane appiccicato addosso per tutta la vita».
La priorità dell’amministrazione è adesso rivolta alle scadenze operative, a partire dal riassetto delle società municipalizzate, per le quali il sindaco intende individuare le competenze più idonee. Sul fronte dell’esecutivo, l’orientamento è quello di mantenere l’assetto originario: «Quella giunta per me era la giunta che doveva amministrare la città di Trani. Dopodiché vedremo se verranno confermate le disponibilità: io sarò contentissimo, altrimenti sarò costretto a cambiare qualcosa. Ho delle idee e le voglio realizzare per Trani».
