Bisceglie è scesa in strada per dire no alla paura, alla violenza e alle mafie. Dopo settimane segnate da omicidi, episodi criminali e tensioni che hanno scosso profondamente la città, ieri sera si è svolta la marcia della legalità «Riprendiamoci la città – insieme contro le mafie», promossa dalla Rete dei Diritti insieme a oltre cento sigle tra associazioni, scuole, società sportive e realtà istituzionali.
Un lungo corteo ha attraversato il centro cittadino in un clima composto ma carico di emozione. Famiglie, giovani, rappresentanti delle istituzioni, volontari e semplici cittadini hanno scelto di esserci per lanciare un messaggio chiaro: Bisceglie non vuole arrendersi alla criminalità.
Ad aprire la manifestazione è stato Don Angelo Cassano, referente regionale di Libera, che ha richiamato la città alla responsabilità collettiva e alla necessità di non voltarsi dall’altra parte davanti ai segnali sempre più evidenti della presenza mafiosa sul territorio.
«Bisceglie non può restare in silenzio dopo gli ultimi violenti episodi di cronaca, gli omicidi mafiosi e quanto emerge da anni nelle relazioni della Dia», hanno spiegato gli organizzatori della Rete dei Diritti, sottolineando come il corteo sia nato dalla volontà di reagire come comunità.
Tra i momenti più toccanti della serata il passaggio davanti al ristorante dove è stato assassinato Angelo “Lino” Pizzi, ucciso mentre lavorava e indicato da don Cassano come «una vittima innocente di mafia». Un silenzio intenso ha accompagnato quel tratto del percorso, trasformato in un momento di memoria e riflessione collettiva.
La manifestazione ha voluto ribadire anche il ruolo fondamentale della rete sociale, educativa e associativa nel contrasto alla cultura mafiosa. Un messaggio condiviso da tutte le realtà presenti: la lotta alla criminalità non può essere delegata soltanto alle forze dell’ordine, ma richiede una presa di coscienza quotidiana da parte dell’intera comunità.
