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Rifiuti nella Bat, verso una piattaforma informatica per gestire il fenomeno

Il fenomeno riguarda l’intero territorio, zone isolate che potrebbero essere di grande pregio naturalistico, oppure ex cave dismesse. Siti e terreni ai margini, trasformati in discariche abusive. La «diagnosi» è confermata ed è la stessa fatta a ottobre 2025, dal comitato provinciale per l ‘ordine e la sicurezza pubblica: «La Bat costituisce un crocevia di…
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Il fenomeno riguarda l’intero territorio, zone isolate che potrebbero essere di grande pregio naturalistico, oppure ex cave dismesse. Siti e terreni ai margini, trasformati in discariche abusive. La «diagnosi» è confermata ed è la stessa fatta a ottobre 2025, dal comitato provinciale per l ‘ordine e la sicurezza pubblica: «La Bat costituisce un crocevia di flussi di rifiuti provenienti anche da fuori regione, in particolare dalla Campania, fenomeno che si traduce nell’abbandono di ecoballe in aree rurali, cave dismesse e siti isolati, con episodi ricorrenti di combustione». È quanto emerso ieri nella riunione della cabina di regia istituita in Prefettura per coordinare la gestione dei rifiuti e contrastarne lo sversamento illecito.

I componenti del tavolo

Presieduta dal Prefetto Flavia Anania, l’organismo è composto dal procuratore di Trani, Renato Nitti, dalla regione Puglia, con l’assessora all’Ambiente Debora Ciliento, i rappresentanti di Povincia, col presidente Bernardo Lodispoto, i sindaci dei dieci comuni, la Asl Bt, Arpa Puglia, vigili del Fuoco, forze di polizia e i comandi di polizia locale. Nitti ha evidenziato un «quadro articolato del fenomeno, che intreccia comportamenti illeciti episodici e dinamiche più strutturate riconducibili a traffici organizzati». Spesso, interventi amministrativi, come le ordinanze dei sindaci per la rimozione dei rifiuti, e provvedimenti giudiziari, come il sequestro delle aree interessate, si sovrappongono, rallentando gli interventi. Per questo si punta a procedure condivise, per « assicurare tempi rapidi di rimozione e ripristino dei luoghi». Il prefetto Anania ha chiarito che l’obiettivo è operare attraverso «una sede stabile di raccordo, con l’obiettivo di superare frammentazioni e discontinuità nell’azione amministrativa».

Come agire

L’ipotesi è quella di una piattaforma informatica interoperabile, accessibile a tutte le parti coinvolte, per garantire una lettura unitaria e tempestiva del fenomeno sul territorio. A tale scopo, i comuni hanno presentato una prima mappatura aggiornata dei siti interessati. Ma il problema più rilevante resta quello dei fondi necessari, che i comuni auspicano arrivino con finanziamenti regionali. A tal proposito, Ciliento ha assicurato la collaborazione della Regione, richiamando l’attività in corso per la revisione del piano regionale dei rifiuti e per l’individuazione delle risorse necessarie. Il Presidente della Provincia Lodispoto ha evidenziato le difficoltà dei comuni, soprattutto quelli in predissesto, a sostenere i costi di rimozione dei rifiuti.

Controlli

Diverse le indagini in corso, che potrebbero essere sostenute da «un flusso informativo stabile tra i diversi livelli istituzionali», è stato ribadito. Saranno inoltre rafforzati i sistemi di videosorveglianza, la condivisione delle informazioni, aggiornata la mappatura provinciale, e sono previste ulteriori riunioni di verifica. Arpa ha fornito un quadro tecnico sugli effetti ambientali dello stoccaggio e combustione dei rifiuti e Asl Bt ne ha evidenziato le conseguenze per la salute pubblica.

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