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Omicidio Scavo, individuati i responsabili. Ascoltati anche testimoni e staff

I carabinieri avrebbero già individuato una decina di persone coinvolte nella lite scoppiata all’interno del Divine Club di Bisceglie e degenerata nella sparatoria costata la vita a Filippo Scavo. Nelle prossime ore, inoltre, sarà conferito al professor Francesco Introna, dell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari, l’incarico per eseguire l’autopsia sul corpo del 43enne. Intanto emergono anche i primi racconti di chi era presente nel locale: «Dopo gli spari siamo scappati e dietro di noi sono usciti anche quelli che avevano sparato».

L’omicidio è avvenuto intorno alle 4 del mattino nella discoteca biscegliese, dove sarebbero stati esplosi almeno quattro colpi di pistola. Uno di questi ha raggiunto Scavo alla base del collo, uccidendolo. Secondo quanto trapela, il colpo sarebbe stato esploso mentre la vittima tentava di fuggire. Il locale è stato posto sotto sequestro per consentire i rilievi e l’acquisizione di ogni elemento utile, mentre gli investigatori stanno passando al setaccio anche le immagini dei sistemi di videosorveglianza, già acquisite.

L’inchiesta è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bari e nel fascicolo viene ipotizzato il reato di omicidio aggravato dal metodo mafioso. Il coinvolgimento della Dda orienta le indagini verso ambienti della criminalità organizzata e, in particolare, verso contesti legati allo spaccio di droga. Scavo, pregiudicato e ritenuto vicino al clan Strisciuglio, era formalmente muratore ed era tornato in libertà da circa un anno dopo aver scontato condanne per reati legati anche agli stupefacenti. Tra queste una condanna definitiva a 7 anni e 4 mesi nell’ambito dell’operazione “Agorà” del 2015 contro lo stesso clan.

I militari di Trani stanno ascoltando numerose persone per ricostruire con esattezza quanto accaduto: dipendenti, clienti e addetti alla sicurezza. Secondo quanto emerso, all’interno della discoteca potrebbe esserci stato anche un secondo uomo armato oltre a chi ha premuto il grilletto. L’attenzione degli investigatori si concentra inoltre su un buttafuori che sarebbe stato minacciato per consentire l’apertura di una porta d’emergenza, utilizzata dal presunto killer per fuggire.

A fornire dettagli anche una ragazza presente alla serata, che racconta di aver sentito gli spari «quasi contemporaneamente agli sparacoriandoli». «Siamo usciti dall’ingresso C, dalla struttura estiva, e dopo di noi sono andati via quelli che hanno sparato», riferisce. «Si sono infilati in una Lancia grigia con il motore acceso: sono saliti in macchina con la pistola dietro la schiena e sono scappati sgasando».

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