Home » BAT » Omicidio Quagliarella a Trani, convalidato il fermo del 17enne: «Ha agito con estrema spregiudicatezza»

Omicidio Quagliarella a Trani, convalidato il fermo del 17enne: «Ha agito con estrema spregiudicatezza»

Il giovane resta recluso nell’istituto penitenziario minorile “Fornelli” di Bari con le accuse di rissa e omicidio volontario

Omicidio Quagliarella a Trani, convalidato il fermo del 17enne: «Ha agito con estrema spregiudicatezza»

Ha agito con «estrema spregiudicatezza», incurante della presenza di testimoni e del fatto di trovarsi in un luogo pubblico affollato, dimostrando un’indole tale da renderlo incline a «ideare e realizzare la fuga». Con queste motivazioni il gip del Tribunale per i Minorenni di Bari, Giuseppe Iacobellis, ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per il 17enne di Trani accusato dell’omicidio del 18enne andriese Cosimo Quagliarella, ucciso con tre coltellate alla schiena nella notte tra il 12 e il 13 agosto scorsi.

Il provvedimento del giudice esclude al momento le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi, inizialmente contestate dalla Procura minorile, rimandandone l’eventuale accertamento al prosieguo del procedimento. Il giovane resta recluso nell’istituto penitenziario minorile “Fornelli” di Bari con le accuse di rissa e omicidio volontario.

La dinamica

Dall’ordinanza cautelare emergono i dettagli della violenta escalation consumatasi poco prima della mezzanotte in piazza Giovanni II a Trani, dove l’indagato stava partecipando a una grigliata con alcuni coetanei:

  • L’arrivo del gruppo rivale: un’auto con a bordo diversi giovani provenienti da Andria, tra cui la vittima, ha raggiunto il posto. Uno dei componenti avrebbe estratto una pistola puntandola contro un amico del 17enne con fare minaccioso;
  • L’aggressione fisica: pochi istanti dopo, il 17enne sarebbe stato raggiunto prima da un pugno al volto sferrato da Quagliarella e subito dopo colpito alla nuca con un tirapugni da un’altra persona;
  • I fendenti mortali e la fuga: a quel punto il minorenne ha recuperato dal sottosella del proprio scooter un coltello a scatto con lama di dieci centimetri, colpendo per tre volte Quagliarella alle spalle, per poi disfarsi dell’arma gettandola in mare durante la fuga.

Dietro la faida ci sarebbe la rivalità legata a una ragazza: fidanzata per due anni con la vittima, la giovane aveva frequentato per circa un mese l’indagato prima di decidere di tornare con il diciottenne. Una tensione sfociata già lo scorso 11 agosto in un primo scontro tra le due comitive.

Agli inquirenti il reo confesso ha dichiarato di aver agito perché «temeva un’imboscata». Secondo il gip, tuttavia, la «inaudita gravità» del gesto e il concreto «pericolo di reiterazione criminosa» rendono la permanenza in carcere l’unica misura idonea a fronteggiare la pericolosità sociale del ragazzo.