Dopo le manifestazioni di solidarietà politica, in particolare dalla maggioranza che sostiene la sindaca Giovanna Bruno e dal Pd, arriva anche quella professionale. L’avvocato Giangregorio De Pascalis, collega di studio e avvocato penalista come l’assessore Raffaele Losappio, dimissionario all’indomani della notizia del suo coinvolgimento in un’inchiesta giudiziaria, solleva una riflessione su democrazia, informazione e dibattiti giuridici nelle piazze virtuali, chiedendo al suo collega di ritirare le dimissioni.
«Una notizia vecchia, priva di contenuto accusatorio, è stata estratta dal suo contesto, distorta e trasformata in un racconto che non ti appartiene. Si è trattato di una strumentalizzazione, di un uso improprio e orientato di un’informazione che non avrebbe mai dovuto essere resa pubblica», scrive De Pascalis. Secondo il legale, la notizia è stata manipolata, «piegata a finalità che nulla hanno a che vedere con la giustizia» e dimettersi «significherebbe accettare che una distorsione possa decidere la vita di una persona e il destino di un’amministrazione», scrive il penalista che, pur rispettando le indagini, invita il collega a restare al suo posto per rispetto «di verità, della legge e della città».
L’inchiesta
Nei giorni scorsi Losappio, assessore all’Urbanistica, ha rassegnato le dimissioni dopo che si è diffusa la notizia dell’indagine per un presunto episodio di intralcio alla giustizia risalente al maggio dello scorso anno. Losappio ha precisato di non aver ricevuto alcuna contestazione definitiva e che le sue condotte, totalmente prive di intenti minacciosi, sarebbero già state ampiamente chiarite nel procedimento di riferimento, tanto da ipotizzare uno stralcio della sua posizione ma ugualmente ha rassegnato le dimissioni.
L’ex assessore ha inoltre stigmatizzato le modalità della diffusione mediatica, criticando alcune «narrazioni suggestive» che danneggiano la sua reputazione professionale. E mentre il Pd, col segretario provinciale Michele Lamacchia e quello cittadino Gianni Addario hanno espresso totale solidarietà spiegando inoltre che le contestazioni non riguardano azioni amministrative, FdI ha giudicato le dimissioni un atto dovuto per tutelare l’ente e la trasparenza verso i cittadini.
