Scattano nove Daspo urbani nell’ambito delle indagini sulla maxi rissa scoppiata a marzo del 2025 in piazza Marina a Barletta che, a maggio scorso, aveva portato all’esecuzione di undici provvedimenti cautelari a carico di altrettante persone coinvolte.
Il questore di Barletta-Andria-Trani, Alfredo Fabbrocini, ha emesso i Daspo nei confronti di quattro persone del co-capoluogo della Bat e di cinque cerignolani: non potranno accedere a determinate aree urbane. Per i residenti a Cerignola è scattato anche il divieto di tornare a Barletta per i prossimi due anni.
Secondo quanto accertato, gli indagati (di cui cinque finiti agli arresti domiciliari con il divieto di comunicare con persone non conviventi e sei sottoposti all’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria) facevano parte di «fazioni contrapposte» che avrebbe iniziato a litigare prima con «manovre automobilistiche estremamente pericolose», per poi passare alle mani.
Nei frame analizzati dai militari, erano riprese auto di grossa cilindrata sfidarsi che hanno messo «in pericolo l’incolumità di alcuni pedoni», hanno fatto sapere gli inquirenti.
Nel corso del pericoloso inseguimento, secondo quanto ricostruito, sono stati danneggiati arredi urbani, alcuni dei quali, come fioriere e pali della illuminazione pubblica, sono stati usati dagli indagati come armi per colpirsi.
Tutti rispondono, a vario titolo, di rissa aggravata, tentata rapina impropria, lesioni personali, danneggiamento e porto di strumenti atti a offendere. A due degli indagati, un 23enne e un 24enne entrambi di Cerignola, è stata contestata la tentata rapina impropria per aver cercato di impossessarsi degli occhiali da vista di un altro dei ragazzi coinvolti nella violenta lite, colpendolo brutalmente al volto con un pugno. Nel corso della rissa in sei erano rimasti feriti, riportando prognosi fino a otto giorni per traumi cranici e lussazioni.