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Mafia, l’allarme di Renato Nitti: «Quella autoctona è sottovalutata»

Barletta-Andria-Trani sono tra le prime in Italia per il condizionamento della criminalità organizzata nello sviluppo socio-economico del territorio. A riportare il dato emerso nello studio “La criminalità organizzata in Italia: un’analisi economica” della Banca d’Italia pubblicato a dicembre 2021, è il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Renato Nitti. Intervenuto al convegno “Cultura della legalità e politiche di sicurezza: per un Paese più vivibile” svoltosi al Cpia Bat “Gino Strada” di Andria, Nitti ha ribadito l’allarme lanciato un anno fa, quando aveva presentato numeri allarmanti sui fenomeni di criminalità nella sesta provincia pugliese.

Per citare alcuni dati, nel 2021 la Bat era al primo posto in Italia per furti di auto e rapine nelle abitazioni. Come ha sottolineato il Procuratore, per alcuni versi la situazione è peggiorata mentre sotto altri aspetti si è registrato un miglioramento. C’è però una costante nel corso degli ultimi anni, ovvero «un abbassamento della guardia rispetto a fenomeni criminali. C’è stato un forte depotenziamento delle strutture di contrasto – ha spiegato Nitti – e non abbiamo i numeri necessari per contrastare i fenomeni criminali. Ma devo anche ammettere che per quanto sottodimensionati, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato stanno lavorando con grande impegno».
Per il procuratore Nitti quello della Bat «è un polimorfismo criminale da decifrare – ha sottolineato – l’emergenza criminalità nella sesta provincia è stata sottovalutata, dire che la criminalità è una propaggine della mafia foggiana o di quella barese è tecnicamente e storicamente un errore. È vero che ci sono forti presenze di gruppi criminali di Foggia e Bari ma c’è anche una mafia autoctona e sottovalutarla è un grande errore».
Il lavoro delle forze dell’ordine non basta, da solo, per riportare una cultura della legalità: è necessaria soprattutto una consapevolezza del singolo cittadino. È quanto ha affermato la sindaca di Andria, Giovanna Bruno durante l’incontro organizzato nell’ambito del Festival della Legalità, appuntamento organizzato dall’amministrazione comunale per puntare i riflettori sul rispetto delle regole: «Tra gli obiettivi strategici – ha spiegato la prima cittadina – vogliamo una città più sicura, investendo sulla legalità. Il cittadino deve essere consapevole che la propria sicurezza passa da quella dell’intera comunità. È inoltre necessaria una riqualificazione degli stili di vita in città: i luoghi spenti e abbandonati sono quelli in cui avanza il degrado, producendo un pericolo di illegalità».
Pensiero a cui si allinea anche Roberto Pellicone, Questore della provincia di Barletta-Andria-Trani: «C’è una forte richiesta di legalità in relazione a una migliore vivibilità del territorio. I cittadini vanno coinvolti in questo processo e il loro sostegno è fondamentale, soprattutto quello dei giovani che devono essere parte attiva del cambiamento». La legalità si accompagna a un bisogno crescente di sicurezza: è stata la Isabella Fusiello, Questore di Bologna, a parlarne: «Ciò che fa la differenza tra un territorio e l’altro è il cittadino, le cui azioni quotidiane devono essere improntate sempre alla legalità. La presenza delle istituzioni è imprescindibile, ma non possiamo sempre delegare: noi stessi dobbiamo impegnarci per essere un presidio di sicurezza».

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