L’idea è innovativa ma nemmeno troppo. Si rifà, infatti, a uno dei simboli iconici della nostra Puglia: i trulli. Piccoli «moduli» di 40 metri quadri con l’essenziale per vivere (bagno, letto, cucina) che possono diventare due-tre se la famiglia si allarga ed essere facilmente trasformati in abitazioni indipendenti qualora ce ne fosse bisogno. Al centro le corti, dove viene vissuta gran parte della vita sociale.
È il concetto di «case diffuse» (questo il nome del progetto sperimentale del «Centro studi nazionale sul cohousing» di Confabitare, in collaborazione con l’«Associazione Cohousing Puglia») che sta alla base del primo cohousing pugliese che sorgerà ai piedi di Castel del Monte, sulla strada statale 170, in contrada Pandolfelli, ad Andria.
La cooperativa è stata costituita e si conta di far partire i lavori entro la fine del 2026. Case modulari, appunto, da 37 metri quadri accorpabili in più abitazioni a seconda delle richieste e del budget a disposizione. Tutto intorno un’area da 25mila metri quadri dotata di orto comunitario, lavanderia, spazi per i bambini, piscina, clubhouse, foresteria.
Questo modo nuovo di concepire i propri spazi di vita, nato nel Nord Europa, ha assunto aspetti diversi in tutto il mondo in base alle esigenze e alle culture dei vari Paesi. In Italia, anche a causa del calo demografico, inizia a diffondersi sia a livello di welfare (per la coabitazione di persone anziane in centri di assistenza sociale finanziati dalle amministrazioni comunali) che di residenzialità per famiglie che ormai contano sempre più frequentemente non più di 4 persone e vivono sempre meno in casa. Inoltre, nel nostro Paese, il 62,5% dei giovani tra i 18 e i 34 anni vive ancora con i genitori e il 35% di questi giustifica questa scelta con la difficoltà di sostenere i costi di una soluzione indipendente.
«Ogni abitazione – spiegano i responsabili di Borgo Euexia, dal greco benessere – conserva autonomia e privacy, pur facendo parte di una rete abitativa sostenibile e comunitaria. Una residenzialità autentica: un modo di vivere fondato su relazioni, servizi condivisi e rispetto per il territorio». Altro concetto base, quello delle 3 E: Economicità per l’ottimizzazione delle risorse e la sostenibilità dei costi abitativi (si è calcolato un 20-30% di risparmio rispetto alle soluzioni classiche); Ego per il riconoscimento, la tutela e il rispetto delle individualità; Essenza per la focalizzazione sugli elementi realmente generatori di benessere abitativo. L’idea è di esportare a breve il progetto anche sul Gargano e in Salento.










