La storia di Raffaele Lavacca, 51enne tranese, ha fatto breccia tra le mura di via S. Egidio, a Città del Vaticano, ottenendo dall’Elemosineria Apostolica un bonifico di 10 mila euro che si aggiunge ai 37 mila già raccolti. «È stata una bellissima notizia e siamo felici di questa nuova spinta per la corsa al raggiungimento della quota necessaria per l’acquisto delle protesi. Purtroppo a causa delle problematiche legate alle restrizioni e ai contagi le attività si sono un po’ arenate. Speriamo che la donazione del Papa possa spingere magari anche altri ad aiutarci» dice Luciana, moglie di Raffaele.
Quella di Raffaele è una storia nata nel 2017, quando una piccola ferita sulla caviglia destra lo ha condotto in un labirinto sanitario che si è trasformato in un calvario. Quella ferita era il segno di un’infezione batterica che in breve tempo ha colpito anche l’altra gamba. Nel mese di aprile del 2021 la scelta drastica per permettergli di vivere: l’amputazione di entrambi gli arti inferiori all’altezza del femore. La Asl ha fornito in dotazione protesi del valore di circa 7mila euro e la moglie ci spiega perché queste non siano sufficienti: «Dopo mesi di fisioterapia e di riabilitazione Raffaele riesce a stare in piedi per qualche minuto con quelle protesi ma sono rigide, pesanti, inadatte alla sua problematica. Con questo tipo di protesi non sappiamo se Raffaele possa tornare a camminare, ad oggi Raffaele non cammina da tre anni». La tipologia di protesi bioniche di ultima generazione che potrebbero permettere a Raffaele di tornare a camminare hanno un valore di 80 mila euro ciascuna.
Per questo motivo l’associazione Odv “Il Volo del Gabbiano” ha lanciato sulla piattaforma online GoFundMe una raccolta fondi. Centinaia le donazioni giunte sulla piattaforma ed una cifra che sino a fine febbraio si era fermata a 37 mila euro. Un’amica di Luciana, qualche settimana fa, ha tentato l’impossibile: scrivere una lettera al Papa. La sua lettera ha ricevuto risposta dall’Ufficio dell’Elemosineria Apostolica che ha richiesto documentazione sulla situazione descritta ed una referenza da parte del parroco della parrocchia di appartenenza. «Ringraziamo per questo don Alessandro Farano che si è fatto intermediario con la Santa Sede» scrivono dall’associazione.
Dal Vaticano è così giunto un bonifico di 10 mila euro e Luciana spera possa rappresentare una nuova ripartenza. «Magari qualche imprenditore o qualche tv nazionale prende a cuore la nostra storia e ci permette di chiudere il sogno di raggiungere la cifra utile per acquistare le protesi» dice Luciana.










