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Il museo storico che celebra la salina più grande d’Italia

È un importante luogo di cultura e tradizione, situato a Margherita di Savoia in corso Vittorio Emanuele accanto all’antichissimo “Torrione”, il museo storico della salina rappresenta l’identità e la tradizione antica del paese e dei suoi abitanti. La storia di Margherita così come la storia della salina, può essere narrata interamente entrando nel museo storico,…
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È un importante luogo di cultura e tradizione, situato a Margherita di Savoia in corso Vittorio Emanuele accanto all’antichissimo “Torrione”, il museo storico della salina rappresenta l’identità e la tradizione antica del paese e dei suoi abitanti.

La storia di Margherita così come la storia della salina, può essere narrata interamente entrando nel museo storico, un luogo che racchiude le testimonianze delle fatiche compiute dai lavoratori, i cosiddetti “salinieri”, che lavoravano con ritmi incessanti, dall’alba al tramonto. Il museo è un luogo unico in tutta l’Italia centro-meridionale, poiché racchiude documenti e reperti inediti di un luogo affascinante e suggestivo, raccontando le sue vicende storiche: si tratta della salina più grande d’Italia.
Il museo delle saline rappresenta la storia di uomini che hanno reso grande la “terra del sale”, creando un connubio fondamentale con un passato ricco di tradizione, cura, passione e dedizione. All’interno del museo, che ricopre una distanza di circa 10 e 20 chilometri, è presente una ricchissima collezione di archeologia industriale, completa di circa mille reperti di macchinari utilizzati per la raccolta, il trasporto e la lavorazione del sale, oltre ai numerosi strumenti elettrici e campioni di sale. Presenti anche le matrici per la fusione in bronzo o ghisa, i densimetri per la misurazione dei gradi baumè ed anche le meravigliose sculture di sale, che rappresentano l’ideale souvenir della salina. Possono essere piccole come un pugno di sale oppure più grandi e riproducono croci, ancore o velieri; sono manufatti realizzati con passione: per ottenerli si fabbricano degli scheletri di legno che si immergono nei bacini salanti ed in pochi giorni, durante l’estate, si incrostano completamente di cristalli di sale.
Il museo è suddiviso in quattro sezioni tematiche colorate, che conducono i visitatori in un ricco e avvincente viaggio alla scoperta della cultura del popolo “salinaro”: la prima parte è dedicata all’attività del sale e i suoi mille impieghi rappresentati da vignette colorate; la seconda parte racconta la storia della salina nel XXI secolo e il suo aspetto produttivo e naturalistico; la terza sezione è dedicata alla storia della salina nel passato e nell’ultima zona viene spiegata l’evoluzione delle tecniche nel novecento. Seguendo il percorso all’interno del museo si giunge alla sezione rossa, dove viene raccontata la storia del paese, che ha avuto diversi nomi caratteristici nel corso dei secoli: il primo toponimo stato “Salinis”, poi “Salapia”, successivamente “Salinelle di Barletta” ed infine per il passaggio dei Savoia nel 1879 è stato dato il nome di “Margherita di Savoia”, toponimo utilizzato probabilmente con la speranza di un sodalizio tra nord e sud.
Il lavoro dei salinieri iniziava all’alba, quando gli operai picconavano la terra dura e creavano le montagnette di sale, che venivano raccolte con le ceste, per poi costruirne dei prismi di sale. Il tutto si svolgeva sotto l’occhio vigile delle guardie regie: si ricorda che il sale era un prodotto importantissimo dal punto di vista economico; era anche conosciuto come “oro bianco” (paragonato quasi al petrolio odierno). Nonostante la presenza dei finanzieri, il sale spesso veniva trafugato: le donne lo mettevano nelle gonne, perché erano le sole a non poter essere perquisite. Prima dell’avvento della teleferica, il sale veniva poi trasportato sul mare attraverso le paranze.
All’interno del museo è possibile ospitare attività didattiche, laboratori audio-visivi ed un osservatorio permanente. Suggestivi gli strumenti con cui veniva effettuata la lavorazione a mano, gli strumenti per la raccolta e la spaccatura del sale, tutti realizzati in legno.
Alla fine della visita, si prosegue all’esterno del museo, con l’esposizione di altri reperti di grandi proporzioni: si tratta di macchine, generatori di corrente, carri ferroviari e locomotori, importanti per il trasporto del sale.

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