«Laura è il segno concreto di un contributo invisibile ma di grande importanza per tutta la collettività». Con queste parole Michele Nasca, capitano del corpo militare volontario della Croce rossa italiana, ricorda Laura Procacci – sergente morta nell’incidente dell’elicottero in Bosnia – durante un omaggio a Barletta, in occasione della commemorazione dei defunti.
Stamattina, un militare dell’Esercito e un volontario della Croce rossa hanno deposto una corona con il nastro tricolore davanti al monumento che a Barletta è dedicato agli aviatori morti mentre erano impegnati in operazioni di pace. Come lo era Laura Procacci, la 32enne di Andria tra le quattro vittime dell’incidente di giovedì scorso.
La deposizione della corona questa mattina è stato «un gesto simbolico» fatto per esprimere «la solidarietà della nostra città alla tragedia che ha colpito la Croce rossa e l’intero Paese», ha detto il sindaco di Barletta, Cosimo Cannito. «Laura – ha aggiunto – era una ragazza del nostro territorio, che si dedicava alla solidarietà senza confini e quanto accaduto ci addolora».
Nasca ha sottolineato che quello di stamattina «è un piccolo pensiero per una collega giovanissima che tra l’altro è una delle prime figure femminili che il corpo militare di Croce rossa ha incorporato dal 2024 dopo la riforma». Il capitano ha poi rimarcato che i volontari «danno tutto nei vari momenti e soprattutto nei vari ruoli che ricoprono» perché «il volontariato ha finalità lodevoli e il volontario lavora per il benessere della intera collettività».
