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Elezioni provinciali Bat, Consiglio spaccato: al centrodestra sei seggi su dodici

Una situazione paradossale. Le elezioni per il Consiglio provinciale della Provincia Bat consegnano un’aula divisa quasi perfettamente a metà, con equilibri che rischiano di tradursi in uno stallo politico. Da un lato il Centrodestra, primo con 6 seggi, dall’altro un Centrosinistra che, con 5 consiglieri, resta pienamente competitivo. In mezzo, il peso determinante dell’unico eletto…
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Una situazione paradossale. Le elezioni per il Consiglio provinciale della Provincia Bat consegnano un’aula divisa quasi perfettamente a metà, con equilibri che rischiano di tradursi in uno stallo politico. Da un lato il Centrodestra, primo con 6 seggi, dall’altro un Centrosinistra che, con 5 consiglieri, resta pienamente competitivo.

In mezzo, il peso determinante dell’unico eletto della lista «Avanti con la BAT», espressione diretta del presidente Lodispoto, chiamato di fatto a fare da ago della bilancia.
Un risultato che, numeri alla mano, non garantisce una governabilità solida. Ogni decisione passerà da equilibri delicatissimi, con il rischio concreto di paralisi su atti fondamentali e indirizzi politici. Uno scenario che preoccupa, soprattutto alla luce del contesto già instabile che ha portato al voto, dopo le dimissioni di massa che avevano fatto decadere il precedente consiglio.

Altissima affluenza

Eppure, il dato elettorale racconta anche altro. L’affluenza altissima – 210 votanti su 213 – conferma quanto fosse sentita questa tornata. Lo scrutinio, partito dalle schede grigie di Spinazzola, aveva subito indicato un vantaggio del Centrodestra, consolidato poi con le schede rosse. Ma è con le verdi, le più numerose, che il Centrosinistra ha recuperato terreno, ridisegnando gli equilibri fino a un risultato finale molto più aperto del previsto.

Nel computo dei voti ponderati, il Centrodestra chiude in testa con 48.521 voti, seguito dal Centrosinistra a 37.085 e da «Avanti con la BAT» a 11.864. Ma la vera partita si sposta ora dentro il Consiglio, dove i numeri impongono dialogo o, in alternativa, espongono al rischio di blocco.

Gli eletti

Sul piano dei candidati, il risultato premia Bucci, prima eletta con 9.662 voti ponderati, seguita da Di Trani e Glionna, protagonisti soprattutto nelle prime fasi dello scrutinio. Lattanzio, con 8.762 voti, rappresenterà invece l’unica voce di «Avanti con la BAT».
Ma dietro i numeri si muovono già le dinamiche politiche. All’interno del Centrodestra, infatti, non mancano tensioni e correnti che, nelle scorse settimane, avrebbero già spinto per un cambio di passo, arrivando a ipotizzare le dimissioni del presidente Bernardo Lodispoto. Una linea che potrebbe tornare d’attualità proprio alla luce di un Consiglio così equilibrato, dove ogni frattura interna rischia di pesare doppio.

Anche nel Centrosinistra, tuttavia, la sfida sarà quella di mantenere compattezza e sfruttare il risultato ottenuto, soprattutto dopo il recupero nelle schede verdi che ha riaperto i giochi.
Il nuovo Consiglio nasce dunque sotto il segno dell’incertezza. Non c’è una maggioranza netta, non c’è un vincitore in grado di governare senza confrontarsi con gli altri. Un equilibrio che può trasformarsi in occasione di dialogo oppure in un terreno di scontro permanente.
La partita, in sostanza, è appena cominciata. E si giocherà tutta nei prossimi mesi, tra alleanze variabili, tensioni interne e la capacità – o meno – di evitare che questo equilibrio perfetto si trasformi in un blocco istituzionale.

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