«Molti ti stanno conoscendo come vittima per ciò che hai subito e non per quello che sei realmente. Non possiamo tacere e siamo al tuo fianco». La comunità parrocchiale degli Angeli Custodi, chiesa di periferia nella zona nord di Trani, ha scritto una lettera con il parroco, don Davide Abascià, e la Confraternita che il 33enne, vittima dell’aggressione registrata nella serata del primo gennaio, frequenta.
L’amara sorpresa
«Tra i messaggi di auguri di Natale è spuntato un link in questi giorni che ci ha messi dinanzi a scene di violenza inaudita. Abbiamo riconosciuto la vittima e dentro di noi sono cresciuti sentimenti di rabbia, indignazione e sofferenza. Noti dettagli, metti insieme i ricordi della tua memoria visiva e ti sembra di riconoscere a chi appartiene quella sciarpa rossa, allora qualcosa dentro si rompe. Sei tu, Domenico! Sì, proprio tu, quel giovane che spesso molti avranno avuto modo di incontrare in qualche chiesa della nostra città; quel giovane che ti saluta anche quando non conosce il tuo nome; quel giovane genuino che non ti lascia se prima non ti ha augurato una buona giornata», scrivono.
Il precedente
La stessa persona che, nel 2019 fu coinvolta in un altro episodio proprio nella sua parrocchia d’origine: un gruppo di bulli lo prese di mira lanciandogli petardi e il parroco dell’epoca, don Enzo de Ceglie, rimediò un pugno da uno di loro mentre li allontanava. «Non potevamo rimanere indifferenti perché non possiamo considerare “normali” comportamenti come questi! Siamo vicini a te, Domenico, e alla tua famiglia che ha dovuto purtroppo vedere e assistere inerme a tutto questo. Ma allo stesso tempo, vogliamo denunciare gli atti di violenza posti in essere da chi si crede superiore anche davanti alla fragilità. Non vogliamo tacere». Don Davide e molti parrocchiani hanno contattato la famiglia per sincerarsi delle condizioni di Domenico.
La gogna social
«Abbiamo dovuto leggere anche commenti diffamatori che tradiscono ciò che sei. Commenti di chi non ha minimamente compreso la gravità di ciò che è accaduto e della portata sociale di tutto questo! Commenti che hanno rincarato la dose sostenendo falsità, pur di autoaffermare il proprio sentirsi potenti dietro una tastiera, uno pseudonimo, una giustificazione. Legittimare la giustizia fai da te non ha nulla a che fare con un sano senso civico». E se la comunità parrocchiale invita Domenico a tornare quanto prima a condividere momenti di serenità, sul fronte politico invece c’è chi chiede un cambio di passo in tema di sicurezza. Fratelli d’Italia infatti scrive sui social un post di commento a quanto accaduto nella notte di Capodanno e in merito all’aggressione subita dal 33enne: «La città non può abituarsi alla violenza».