Andria si avvicina alle elezioni comunali di primavera con due certezze e una terza ipotesi che si inizia ad affacciare. Da un lato la sindaca uscente Giovanna Bruno, pronta a giocarsi il bis alla guida del centrosinistra; dall’altro Sabino Napolitano, candidato del centrodestra deciso a intercettare il voto di chi chiede una discontinuità politica.
In mezzo, però, si fa strada la possibilità di un terzo polo civico, sostenuto da associazioni e movimenti che rivendicano una rottura netta con gli schieramenti tradizionali.
Le Libere Associazioni Civiche Andriesi, insieme ai movimenti «AndriaPopolare», «AmiamoAndria», «NoiSiamoAndria», «AndriaSiAma» e «Andria2026», annunciano di essere al lavoro per individuare un candidato civico espressione di categorie «vessate, umiliate, discriminate e trascurate», anche dall’attuale amministrazione.
Le critiche
Nel loro j’accuse, il giudizio su Palazzo di Città è molto duro: si parla di un governo senza reale opposizione, incapace – secondo la denuncia – di rinnovare le Consulte previste dallo Statuto, di garantire diritti di partecipazione e di riconoscere un ruolo alle minoranze.
Il quadro che viene tracciato è quello di una città appesantita da tasse locali elevate e servizi percepiti come insufficienti, da un contesto di microdelinquenza in crescita, da scelte contestate sul commercio – come la chiusura dei mercati storici – e da ritardi sul nuovo mercato ortofrutticolo. A questo si aggiungono le critiche alla gestione del suolo pubblico, alla diffusione dei ripetitori telefonici, all’assenza di un vero piano urbano del traffico e alla difficoltà di utilizzare le risorse disponibili per iniziative capaci di trattenere cittadini e consumi in città.
La terza via
In tale scenario, il possibile candidato civico si configurerebbe come terza via rispetto al duello tra Bruno e Napolitano, con l’ambizione di intercettare il voto di chi non si riconosce né nell’attuale maggioranza né nello schieramento alternativo. Le associazioni parlano di una campagna «tra la gente e con la gente», con l’obiettivo dichiarato di mettere a nudo «lo sfascio» attribuito alle passate amministrazioni e la presunta continuità dell’attuale governo cittadino.
Se questa ipotesi dovesse concretizzarsi, la scheda elettorale di Andria vedrebbe dunque almeno tre poli competitivi: la sindaca uscente, il candidato del centrodestra e un terzo nome espressione del civismo organizzato.









