Un colpo studiato nei minimi dettagli, messo a segno con modalità paramilitari e su scala interprovinciale, che riaccende i riflettori su un fenomeno criminale ormai tutt’altro che episodico: l’assalto all’«oro verde» pugliese. È accaduto nella notte tra lunedì e martedì, nelle campagne tra Castel del Monte e l’Alta Murgia, dove un autotrasportatore di olio extravergine d’oliva è stato vittima di un vero e proprio sequestro lampo mentre stava trasferendo un carico di pregio da un frantoio a un’azienda di imbottigliamento.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo viaggiava a bordo di un’autocisterna carica di olio Coratino quando, improvvisamente, è stato affiancato da un’auto di grossa cilindrata con quattro uomini a bordo. In pochi istanti l’azione si è trasformata in un incubo: uno dei malviventi ha puntato una pistola contro il conducente, costringendolo prima ad accostare e poi a scendere dal mezzo.
L’autotrasportatore è stato incappucciato e caricato sull’auto dei rapinatori, che lo hanno tenuto in ostaggio per circa due ore, spostandosi tra strade secondarie e campagne isolate. Solo dopo questo lungo lasso di tempo l’uomo è stato liberato nelle campagne di Rutigliano, nel sud-est barese, sotto shock ma fortunatamente illeso.
Del carico, però, nessuna traccia. I circa 500 quintali di olio extravergine «Coratino», uno dei prodotti simbolo dell’agroalimentare pugliese, sono svaniti nel nulla. L’autocisterna, completamente svuotata, è stata ritrovata solo in un secondo momento nelle campagne di Cerignola, nel Foggiano, a conferma di un’operazione che ha interessato almeno tre province: Barletta-Andria-Trani, Bari e Foggia.
Sull’episodio indaga la Procura della Repubblica di Trani, che coordina le attività investigative affidate ai carabinieri per ricostruire l’intera filiera del furto e individuare i responsabili. Il valore del carico sottratto è stimato in circa 300 mila euro all’ingrosso, cifra che può facilmente raddoppiare una volta immesso sul mercato finale, soprattutto all’estero. Numeri che spiegano perché l’olio extravergine pugliese sia diventato un obiettivo privilegiato per organizzazioni criminali sempre più strutturate.
Non si tratta, infatti, di un caso isolato. Negli ultimi mesi sono stati diversi i colpi messi a segno con modalità simili con assalti notturni, uso di armi, sequestro temporaneo degli autisti e rapida sparizione del prodotto. Tecniche collaudate, riconducibili a gruppi malavitosi attrezzati, che operano come vere e proprie aziende del crimine. L’olio rubato viene spesso rivenduto per «tagliare» prodotti di qualità inferiore, destinati sia al mercato nazionale sia a quello estero, oppure ceduto ad altre organizzazioni criminali attive in regioni con bassa produttività olivicola.
Una parte consistente di questo oro verde, secondo gli inquirenti, finirebbe anche sui mercati internazionali, in particolare nei Paesi dell’Est Europa e del Nord, dove l’olio extravergine d’oliva è considerato un alimento altamente salutare, dalle proprietà quasi medicinali, e viene venduto a prezzi elevatissimi. Non si esclude che il prodotto rubato possa prendere la via di grandi snodi portuali come Gioia Tauro, per poi essere spedito nel Nord Europa con documentazione contraffatta, sfruttando la libera circolazione garantita dai Paesi aderenti al trattato di Schengen. Il giro d’affari legato a questi furti, secondo stime del settore, ammonterebbe a diversi miliardi di euro: una cifra impressionante, paragonabile a una vera e propria manovra finanziaria, che sottrae risorse a un comparto già messo a dura prova dall’aumento dei costi di produzione e dalle difficoltà del mercato.
Cresce così la preoccupazione tra i produttori pugliesi, sempre più esposti non solo ai rischi criminali, ma anche alle difficoltà di trovare coperture assicurative adeguate per il trasporto dell’olio, spesso negate o con premi proibitivi. Un’emergenza che non riguarda solo l’economia agricola, ma l’intero territorio. Perché dietro ogni cisterna svuotata non c’è solo un furto, ma un attacco diretto a una delle eccellenze identitarie della Puglia, simbolo di lavoro, tradizione e qualità. Un patrimonio che oggi viaggia su strada sotto scorta invisibile, nel mirino di una criminalità organizzata sempre più affamata.