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Appalti, favori e politica nella Provincia Bat: la Procura allarga il perimetro delle indagini

Un intreccio di politica, amministrazione e presunti interessi privati fa da sfondo a un’indagine destinata a lasciare il segno negli equilibri istituzionali della Provincia Bat. È in questo scenario che si muove la Procura di Trani, impegnata a fare luce su una serie di ipotesi di corruzione che ruoterebbero attorno alla gestione di appalti pubblici e a una rete di favori che, secondo gli inquirenti, avrebbe trovato terreno fertile in una fase particolarmente delicata della vita politica locale.

L’attenzione degli investigatori si concentra, in primo luogo, su un appalto di manutenzione stradale che sarebbe stato «addomesticato» a vantaggio di due imprenditori noti del territorio, attraverso il presunto pagamento di una tangente.

Ma il quadro ipotizzato va oltre i lavori pubblici: nel fascicolo comparirebbero anche sospetti interventi per agevolare assunzioni di parenti nella Asl Bat e altre mediazioni considerate dagli investigatori potenzialmente illecite.

A dicembre, le indagini hanno portato a una serie di perquisizioni domiciliari eseguite dalla Guardia di Finanza nei confronti del presidente della Provincia Bernardo Lodispoto, del suo ex vice Lorenzo Marchio Rossi e del consigliere comunale di Andria Emanuele Sgarra, tutti iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di corruzione. Gli accertamenti, tuttavia, non avrebbero fatto emergere elementi probatori immediatamente decisivi.

L’inchiesta si inserisce in un contesto politico già segnato da scelte divisive e da mesi di forti contrapposizioni interne, soprattutto nel periodo che ha preceduto le elezioni regionali. Un clima che, secondo gli investigatori, potrebbe aver favorito dinamiche opache e rapporti non trasparenti tra politica e affari.

Al momento non risultano contestazioni formalizzate, ma il procedimento appare tutt’altro che chiuso. Anzi, l’ipotesi è che il perimetro dell’indagine possa estendersi anche ad altri soggetti. Da parte sua, Lodispoto potrebbe chiedere di essere ascoltato dagli inquirenti non appena verrà delineata in modo più preciso un’eventuale accusa. In attesa di sviluppi, il caso continua a pesare come un macigno sul dibattito pubblico locale, alimentando interrogativi sulla gestione della cosa pubblica e sulla trasparenza dell’azione politica in uno dei territori più sensibili della regione.

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