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Attualità BAT

Andria, il confronto con Ranucci: «La “casta” opera tra potere e traffici di rifiuti»

Un confronto serrato sui rapporti tra politica, magistratura e grandi poteri economici, ma anche uno sguardo concreto sulle fragilità del territorio. All’Auditorium Mons. Di Donna di Andria è stato presentato il libro «Il ritorno della casta. Assalto alla giustizia» di Sigfrido Ranucci, in un incontro promosso dal presidio Bat di Libera.

Democrazia a rischio

Nel suo intervento, Ranucci ha proposto un ampio excursus sui poteri che, a suo avviso, condizionano gli assetti democratici contemporanei: poteri economico-finanziari, grandi gruppi industriali, lobby transnazionali e organismi sovranazionali capaci di incidere sulle scelte dei governi. Il giornalista ha collegato questi equilibri al tema della riforma della giustizia, sostenendo che la ridefinizione degli assetti costituzionali non possa essere letta solo come un intervento tecnico, ma come un passaggio che incide sul bilanciamento tra i poteri dello Stato.

Nel libro, Ranucci ripercorre cinquant’anni di storia italiana individuando un «filo nero» che, dalla stagione di Tangentopoli in poi, avrebbe accompagnato un progressivo regolamento di conti nei confronti della magistratura, in senso bipartisan dal punto di vista politico: «esiste un progetto sistematico, scientifico, costante da parte della politica di evitare che la magistratura compia il suo dovere, quello di controllo anche sulla politica stessa, e i cittadini ne devono essere consapevoli».

I rifiuti

Il dibattito si è poi spostato su un tema particolarmente sentito nel territorio: i traffici di rifiuti. Il procuratore della Repubblica di Trani, Renato Nitti, ha evidenziato come la provincia Bat e il circondario di Foggia siano tra le aree «più martellate» da questi fenomeni. Il magistrato ha ricordato che, nonostante l’incremento della raccolta differenziata, in Italia non sia stato ancora definitivamente chiuso il ciclo dei rifiuti. Fino al 2018 – ha spiegato – una quota rilevantissima dei rifiuti prodotti in Europa e Nord America veniva esportata in Cina; con lo stop imposto da Pechino nel 2017, i flussi si sono spostati verso altri Paesi, mentre sul territorio nazionale si sono moltiplicati incendi e abbandoni.

Così nella Bat i filoni di indagine, pur tra sempre più stringenti limitazioni, riguardano proprio la fine che fanno questi cumuli di plastiche che tanti danni provocano alla salute della comunità. Non a caso, due anni fa una delegazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, guidata da Jacopo Morrone, effettuò sopralluoghi tra Barletta, Canosa di Puglia, Minervino Murge e Manfredonia, dove furono rinvenute ecoballe abbandonate.

L’incontro andriese ha così intrecciato dimensione nazionale e realtà locale: la riflessione sui grandi equilibri istituzionali si è saldata con le criticità ambientali della Bat, in un dialogo che ha messo al centro legalità, trasparenza e tutela del territorio.

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