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Andria piange Enrico Matera, morto a 30 anni in un incidente sul lavoro: «Dolore e rabbia»

Una caduta che non ha lasciato scampo. L’ennesima tragedia sul lavoro si è consumata ieri mattina a Modugno, in via Mammole, una strada della zona industriale. Enrico Matera, operaio di 30 anni, originario di Andria, sposato e padre di un bambino, è morto dopo una caduta da un’altezza di circa sei metri.

Secondo una prima ricostruzione, l’uomo lavorava sul tetto di un capannone quando, per cause ancora in corso di accertamento, sarebbe precipitato attraverso un lucernario, probabilmente su una superficie non portante. L’impatto al suolo gli è costato la vita.

Il tempestivo intervento dell’ambulanza del 118 è stato inutile. I sanitari non hanno potuto far altro che costatare la morte. Sul posto, con i carabinieri della locale Compagnia sono giunti gli ispettori dello Spesal dell’Asl Bari, che hanno effettuato i rilievi e ricostruire la dinamica dell’accaduto.

«Un nuovo dolore attraversa tutta la città», ha sottolineato la sindaca di Andria Giovanna Bruno dopo la notizia della tragedia. «Non ci sono parole da spendere, c’è solo tanta sofferenza, mista ad incredulità e rabbia, per una nuova vittima sul lavoro. Alla famiglia e a tutti i suoi cari, giunga il cordoglio profondo e rispettoso della città di Andria».

Per Stefano Frontini, segretario generale Uil Puglia, «non è un incidente né un destino, ma una tragedia annunciata». «La sicurezza sul lavoro – prosegue – è un diritto fondamentale: l’obiettivo delle zero morti è raggiungibile solo con l’impegno di istituzioni, imprese e parti sociali. Anche la Cisl Bari Bat e della Filca Cisl, hanno evidenziato: «L’ennesima morte non può essere archiviata come fatalità».

Il segretario generale Giuseppe Boccuzzi chiede «più controlli, formazione e prevenzione», oltre al rafforzamento degli organici ispettivi, mentre il segretario Filca Luigi Sideri richiama i rischi elevati nel settore edilizio, sottolineando la necessità di «rispetto rigoroso delle procedure, dispositivi adeguati e vigilanza costante». Le organizzazioni sindacali chiedono che sia fatta piena luce sull’accaduto e sollecitano un intervento immediato per contrastare quella che definiscono una «strage silenziosa» nei luoghi di lavoro.

«Morire a 30 anni sul lavoro è una tragedia inaccettabile. Notizie come questa sono ogni volta un pugno nello stomaco. Non si può perdere la vita per portare a casa uno stipendio», interviene il segretario del Pd Puglia, Domenico De Santis. «È ingiusto e non può lasciarci indifferenti. La sicurezza sul lavoro non può essere una opzione, ma una garanzia e un diritto reali, non soltanto sulla carta».

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