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Una nuova speranza contro l’Alzheimer: al Dimiccoli di Barletta la prima infusione del farmaco Donanemab

Un raggio di luce nella complessa battaglia contro le malattie neurodegenerative. Oggi, venerdì 20 febbraio, l’Unità Operativa Complessa di Neurologia dell’ospedale “Dimiccoli” di Barletta ha segnato un traguardo storico per la sanità pugliese: per la prima volta nella Asl Bat è stato somministrato il farmaco Donanemab a un paziente affetto da Alzheimer in fase iniziale.

Come funziona la nuova terapia

Il Donanemab è un anticorpo monoclonale, una proteina speciale in grado di modificare e rallentare il decorso della malattia. La terapia, che viene somministrata per via endovenosa a cadenza mensile, agisce come un vero e proprio “spazzino” del cervello: il suo bersaglio sono le placche amiloidi, quegli aggregati proteici il cui accumulo è la causa principale dei disturbi di memoria e pensiero tipici dell’Alzheimer. «Il farmaco favorisce la rimozione di queste placche – spiega il dottor Maurizio Giorelli, direttore della Neurologia del Dimiccoli –. Negli studi clinici internazionali ha mostrato un rallentamento significativo del declino cognitivo e funzionale, riducendo il rischio di progressione verso gli stadi più gravi della malattia».

In Italia, le persone che convivono con l’Alzheimer sono circa 600mila, un numero destinato a crescere. Intervenire precocemente è l’unica arma per preservare il più a lungo possibile l’autonomia dei pazienti. Attualmente, il decreto di rimborsabilità per questa terapia non è ancora attivo nel nostro Paese. Tuttavia, l’azienda farmaceutica sviluppatrice, la Eli Lilly and Company, ha fornito il farmaco in modo totalmente gratuito a scopo palliativo (uso compassionevole) per permettere l’avvio del trattamento dopo una rigorosa selezione clinica. Orgogliosa la Commissaria straordinaria della Asl Bt, Tiziana Dimatteo: «Questa prima infusione conferma la nostra Neurologia come punto di riferimento assoluto. Stiamo aprendo nuovi scenari terapeutici per i pazienti e per i loro caregiver, coniugando innovazione, sicurezza e una presa in carico globale della persona».

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