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Buon compleanno Francis Ford Coppola: la Basilicata celebra gli 87 anni del Maestro in attesa del suo nuovo film

Ottantasette candeline per una leggenda assoluta del cinema mondiale, che non ha mai reciso il cordone ombelicale con la sua terra d’origine. La Basilicata festeggia oggi, martedì 7 aprile, il compleanno di Francis Ford Coppola, il geniale regista italo-americano le cui radici affondano saldamente a Bernalda, nel Materano.

A farsi portavoce dell’affetto di un’intera regione è il governatore lucano, Vito Bardi: «A nome mio personale e dell’intera comunità desidero rivolgere gli auguri di buon compleanno a Francis Ford Coppola. Il Maestro rappresenta per la Basilicata un figlio illustre e un punto di riferimento culturale che ha saputo unire, con la sua arte e la sua storia familiare, il respiro internazionale del grande cinema con l’anima più autentica della nostra regione».

Il legame tra Coppola e la Basilicata (dove il regista ha anche inaugurato un lussuoso resort a Palazzo Margherita) non è solo un fatto di anagrafe o di nostalgia, ma un volano per l’immagine del territorio. «Coppola rappresenta un ponte naturale tra la Basilicata e il mondo, contribuendo a raccontare con maestria la nostra identità», ha sottolineato Bardi.

Il ritorno sul set

I festeggiamenti per gli 87 anni del Maestro coincidono con il fermento per il suo prossimo, imminente ritorno dietro la macchina da presa. Il nuovo progetto cinematografico, intitolato “Glimpses of the Moon” e tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice statunitense Edith Wharton, vedrà proprio la Basilicata e la vicina Calabria protagoniste come location d’eccezione.

Si tratta di un progetto ambizioso in cui la straordinaria e selvaggia versatilità paesaggistica del Sud Italia sarà chiamata a trasformarsi per ricreare le eleganti atmosfere europee che faranno da cornice alla storia. «La Basilicata è sempre pronta ad accogliere il Maestro e le sue nuove visioni», ha concluso Bardi, auspicando che questo nuovo set porti «nuova linfa culturale ed economica, confermando la vocazione internazionale della nostra terra».

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