Spreco idrico alla diga di San Giuliano in Basilicata. Dalle prime ore di mercoledì scorso vengono sversati in mare circa 50 metri cubi di acqua al secondo. Un’operazione tecnicamente necessaria per salvaguardare i territori a valle dopo le copiose piogge dei giorni scorsi, che tuttavia per l’associazione Cia Agricoltori Due Mari è inaccettabile, «alla luce di una carenza idrica che in Puglia è emergenza».
Proprio l’associazione chiama in ballo la Regione e chiede investimenti e nuovi invasi per non gettar via l’acqua in eccesso quando si verificano situazioni eccezionali, come negli ultimi giorni. Immediata la risposta del presidente Antonio Decaro, che ieri ha riunito il gruppo di lavoro sulla resilienza idrica e in accordo col presidente della Regione Basilicata Vito Bardi ha chiesto l’innalzamento della quota della diga di San Giuliano. Il livello è vicino alla soglia limite, da qui la necessità di aprire le paratoie per far defluire l’acqua in eccesso. Il caso finirà sul tavolo politico dell’Accordo di programma Puglia-Basilicata per la gestione delle risorse idriche.
I numeri
Il paradosso è alimentato dai limiti strutturali dell’invaso, progettato negli anni Cinquanta per contenere circa 94 milioni di metri cubi ma attualmente limitato al 50% della capacità dal ministero competente e dall’Ufficio tecnico delle dighe perché «pare che la messa in sicurezza della stessa non sia stata completata», dice Cia. I dati forniti dall’Autorità di Bacino confermano la gravità del momento: nella diga sono presenti circa 56 milioni di metri cubi di acqua a fronte dei 29 milioni dello scorso anno, segno che la risorsa ci sarebbe ma manca la capacità di trattenerla. Cia Due Mari evidenzia il caso politico e gestionale, dal momento che la Regione Puglia è comproprietaria al 50% della diga di San Giuliano. Per queste ragioni, il direttore Vito Rubino ed il presidente Giannicola D’Amico ribadiscono l’urgenza di «investire in infrastrutture regionali per gestire al meglio le risorse idriche».
La lettera
Rubino e D’Amico hanno scritto ai vertici della Regione, al governatore Antonio Decaro, all’assessore all’Agricoltura Francesco Paolicelli e all’assessore alle Risorse Idriche Raffaele Piemontese denunciando una situazione incresciosa e paradossale: «Non si può sprecare un quantitativo così importante di acqua, senza la possibilità di incanalare tale preziosa risorsa, per poterla utilizzare nei mesi estivi».