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«Voti più alti se guardate i miei video», bufera su Vincenzo Schettini: il prof-influencer sotto accusa

Da professore più amato del web a bersaglio di pesantissime accuse sul suo metodo didattico. Vincenzo Schettini, il celebre prof-influencer pugliese creatore del format “La fisica che ci piace”, è finito nell’occhio del ciclone. A sollevare il polverone sono anche ex alunni e genitori dell’Istituto Superiore “Luigi dell’Erba” di Castellana Grotte, dove insegna, che denunciano una gestione della cattedra subordinata alle esigenze dei social.

La bufera mediatica si è innescata a seguito di un’intervista rilasciata da Schettini al podcast “Passa dal Bsmt” di Gianluca Gazzoli, in cui ha ipotizzato un futuro in cui i docenti lavoreranno part-time per poi vendere le proprie lezioni online. Travolto dalle critiche, il professore ha tentato di difendersi sui propri canali (denunciando anche di aver ricevuto insulti omofobi), precisando di aver parlato di “cultura accessibile a tutti” e non di istruzione pubblica. Ma la toppa, a quanto pare, non ha fermato l’ondata di testimonianze dirette sul suo operato in classe.

Le accuse degli studenti

Attraverso le pagine del portale Mow e la newsletter “Vale Tutto” di Selvaggia Lucarelli, sono emerse testimonianze scottanti che delineano un quadro preoccupante:

  • La classe come set fotografico: Secondo un ex studente, le lezioni tradizionali alla lavagna erano rare. «L’obiettivo principale era spesso registrare contenuti per YouTube». Gli alunni sarebbero stati “usati” per reggere smartphone e luci; se la ripresa non era perfetta, si ricominciava da capo.
  • Il “+2” per i commenti online: Il professore avrebbe organizzato dirette web sugli argomenti delle interrogazioni del giorno dopo. Per ottenere un incremento di due punti sul voto finale, gli studenti dovevano partecipare attivamente, commentare il video e consegnargli un “report” (lo screenshot del commento con l’URL). «Le domande in classe non contavano, andavano fatte sul suo canale», ha denunciato un genitore.
  • Assenze e lacune: Diversi ragazzi lamentano frequenti assenze del docente, sostituito da supplenti, che avrebbero causato loro pesanti lacune in fisica una volta arrivati all’università.

Di fronte allo scandalo, l’istituto ha fatto scudo intorno al suo docente più illustre. Andrea Fanelli, collaboratore della dirigente, ha smentito categoricamente: «Il prof non ha mai barattato voti in cambio di visualizzazioni». A supporto di Schettini è apparsa anche una lettera firmata da 24 rappresentanti di classe (attuali e passati) che ne elogiano la capacità di far appassionare i giovani alla materia. Tuttavia, l’inchiesta di Selvaggia Lucarelli ha gettato un’ombra anche su questo documento: tra i firmatari figurano infatti la sorella del professore e un’altra persona legata a lui da stretti rapporti professionali.

La “difesa” del prof

La difesa non si è fatta attendere. Dopo essere finito nell’occhio del ciclone con l’accusa di aver “barattato” voti alti in cambio di commenti e visualizzazioni sul suo canale YouTube, Vincenzo Schettini passa al contrattacco. Il celebre professore pugliese e divulgatore scientifico ha deciso di rompere il silenzio per rispedire al mittente le polemiche innescate da alcuni ex alunni anonimi.

Al centro della bufera mediatica c’erano state alcune dichiarazioni rilasciate durante il podcast BSMT di Gianluca Gazzoli. Schettini chiarisce proprio quel passaggio: «Credo che siano stati travisati un termine e il tono. Quando ho detto che “costringevo” i miei studenti a seguire le mie live, ho usato un termine sicuramente infelice. Ma il tono era ironico, non ho mai obbligato nessuno». Il docente de “La fisica che ci piace” difende a spada tratta la trasparenza del suo metodo: «La mia didattica è sotto gli occhi di tutti da anni, e mai nessuno tra istituzioni, scuola o Ministero ha avuto nulla da ridire».

A dare manforte alla versione di Schettini c’è un dato oggettivo: l’Ufficio Scolastico Regionale (Usr) ha confermato che, ad oggi, non risulta pervenuta alcuna segnalazione ufficiale a suo carico. «Se avessi veramente costretto i miei studenti, specialmente con l’attenzione che i genitori hanno nei confronti della scuola, sarebbe subito arrivata una lamentela formale – sottolinea il professore –. In questi anni non è arrivato nulla se non lodi. Ieri, quando sono uscito da scuola, i ragazzi erano tutti lì ad applaudirmi».

Mentre valuta con i propri legali le opportune azioni a tutela della sua immagine contro chi ha diffuso informazioni ritenute false, Schettini guarda già avanti e rassicura i suoi follower: «Presto tornerò online con nuovi contenuti. Anzi, tutta questa storia mi ha fatto venire altre idee».

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