La rinascita urbana di via Manzoni passa dalla forza del cantiere, ma anche dall’ostinazione dei suoi cittadini. Questo pomeriggio la storica strada del quartiere Libertà è diventata il palcoscenico di una grande mobilitazione di cittadinanza attiva: i volontari di Retake Bari, affiancati da numerosi residenti e dai membri della comunità bengalese locale, si sono rimboccati le maniche per un cleanup straordinario. All’iniziativa hanno partecipato in prima persona l’assessore comunale alla Cura del territorio, Domenico Scaramuzzi, e la presidente del Municipio I, Annamaria Ferretti.
L’obiettivo più simbolico del pomeriggio è stato il ripristino delle aiuole davanti alla scuola dell’infanzia “Manzari Buonvino”, dove i volontari hanno ripiantato una decina di arbusti che erano stati barbaramente rubati nei giorni scorsi, subito dopo la loro sistemazione.
«L’avevamo promesso ai bambini e alle bambine che ogni giorno frequentano questa scuola – ha dichiarato l’assessore Domenico Scaramuzzi –. Nessun atto di inciviltà potrà fermare la nostra determinazione. Crediamo moltissimo nel potenziale della nuova via Manzoni come generatrice di socialità e iniziative di comunità. La cura del bene comune è una responsabilità condivisa e la risposta di oggi ne è la dimostrazione».
Primo isolato quasi pronto
Parallelamente alle azioni di cura sociale, i lavori di restyling procedono a ritmo serrato per trasformare 750 metri di carreggiata in un moderno viale alberato interamente pedonale. Sul primo isolato, quello compreso tra piazza Garibaldi e via Abate Gimma, la posa del pavé è ormai in fase di ultimazione. Qui gli scavi hanno riportato alla luce le storiche basole originali in pietra lavica che per decenni erano rimaste sepolte sotto lo strato di asfalto: gli operai hanno quasi completato la fascia centrale e stanno finendo le porzioni laterali della strada.
Il cronoprogramma del Comune prevede per questa settimana la fine degli scavi sul lato sinistro, a cui seguirà il massetto la prossima settimana per accogliere le ultime basole storiche. L’obiettivo della direzione lavori è ambizioso ma vicino: liberare l’intero isolato dalle recinzioni e aprirlo al passaggio dei pedoni intorno a metà luglio. Contestualmente, sono già stati piantati i primi 12 alberi di terebinto, una specie sempreverde che garantirà il cono d’ombra sul viale. Subito dopo, lo stesso schema di lavoro sarà replicato sull’isolato successivo, tra via Abate Gimma e via Calefati.
Geometrie di pietra e la vocazione “tessile” del quartiere
Il progetto di rigenerazione urbana non si limita a pedonalizzare, ma omaggia la storia commerciale della via attraverso l’architettura della pavimentazione. Gli isolati compresi tra via Principe Amedeo e via Crisanzio vengono infatti lastricati con un mix di basole nuove (in pietra lavica e calcarea) disposte in modo da ricreare i disegni e le trame dei tessuti, chiaro riferimento alla storica vocazione manifatturiera e tessile della strada.
La mappa dei disegni sul pavimento è già chiaramente visibile:
- La trama “Scottish” è stata posata nel tratto tra via Garruba e via Crisanzio.
- Il disegno “alla greca” decora l’isolato tra via Garruba e via Nicolai.
- Sta prendendo forma in queste ore la pavimentazione “a rombi” (tra via Dante e via Principe Amedeo), un pattern geometrico classico d’impatto visivo, ottenuto alternando rigorosamente basole quadrate bianche e nere.
I prossimi passi vedranno la realizzazione della trama a spina di pesce (opus spicatum) tra via Dante e via Nicolai, mentre l’atto finale del grande restyling si concentrerà sugli interventi a ridosso di piazza Risorgimento, che saranno cantierizzati nell’ultima fase dei lavori.


