Il gemellaggio tra Bari e Gradara è realtà: l’accordo è stato sottoscritto, nel pomeriggio del 19 marzo, nella sala giunta di Palazzo di Città, sancendo l’avvio di una collaborazione istituzionale fondata su cultura, identità e valorizzazione dei territori. A firmare l’intesa i sindaci Vito Leccese e Filippo Gasperi, alla presenza di amministratori e rappresentanti del mondo culturale.
L’intesa punta a rafforzare i rapporti tra le due comunità attraverso scambi culturali, iniziative congiunte, collaborazioni tra scuole e associazioni e progetti di promozione turistica. Centrale sarà anche il ruolo dei musei civici, chiamati a diventare motori di una rete culturale condivisa. «Avviamo una collaborazione tra due città diverse ma unite dalla volontà di investire nella produzione culturale», ha spiegato Leccese, sottolineando il valore strategico del settore per la crescita delle comunità.
A fare da primo concreto tassello del gemellaggio è la mostra “Rembrandt e Barocci. Incidere la luce”, inaugurata al Museo Civico di Bari e visitabile fino al 3 maggio. L’esposizione mette in dialogo due maestri dell’incisione, Rembrandt van Rijn e Federico Barocci, proponendo oltre quaranta opere originali tra acqueforti e stampe.
Curata da Luca Baroni, direttore della Rete Museale Marche Nord, la mostra rappresenta un esempio concreto di cooperazione tra istituzioni culturali. Il percorso espositivo mette a confronto due visioni artistiche distanti per epoca e geografia ma unite dalla capacità di trasformare la luce in segno incisorio, costruendo un ponte ideale tra Italia e Paesi Bassi.