L’Università degli Studi di Bari Aldo Moro compie un nuovo e significativo passo sul fronte dell’impegno civile e della diplomazia accademica. L’Ateneo barese ha annunciato la propria adesione ufficiale alla campagna “R1PUD1A”, promossa da Emergency per riportare al centro del dibattito pubblico e delle istituzioni la piena attuazione dell’articolo 11 della Costituzione italiana, la norma fondamentale che sancisce il rigetto della guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
Una scelta strategica e simbolica che consolida il percorso intrapreso da tempo dalla comunità accademica pugliese nella promozione attiva di una cultura della pace, intesa non soltanto come semplice assenza di eventi bellici, ma come tutela quotidiana dei diritti umani, superamento delle discriminazioni e valorizzazione dell’inclusione sociale.
L’adesione alla campagna dell’associazione fondata da Gino Strada si inserisce in perfetta continuità con le linee guida che l’Ateneo sta perseguendo negli ultimi anni, con l’obiettivo di educare gli studenti ai principi costituzionali e alla responsabilità sociale del sapere.
L’Università di Bari non limita infatti il proprio messaggio agli annunci di facciata, ma ha strutturato negli anni presidi di garanzia interni dedicati al controllo delle dinamiche internazionali e scientifiche.
A testimonianza della concretezza di questo orientamento, l’Ateneo ha recentemente istituito l’Osservatorio sugli Accordi di Cooperazione in Aree Sensibili e di Conflitto e il Comitato UNIBA per la Sicurezza e l’Integrità della Ricerca.
Si tratta di due organismi operativi chiamati a monitorare le attività di cooperazione internazionale e le ricadute scientifiche dei progetti dell’Ateneo, garantendo che ogni collaborazione rispetti rigorosi criteri etici, eviti implicazioni belliche e promuova una ricerca scientifica responsabile, sempre al servizio del progresso civile e della convivenza pacifica tra i popoli.
