Sarà pronto entro il 30 maggio prossimo il canile intercomunale che si sta costruendo a Triggiano, su terreni confiscati alla criminalità organizzata, e che vede coinvolti anche i Comuni di Cellamare, Capurso, Casamassima, Noicattaro, Modugno e Valenzano.
Stamattina il sindaco metropolitano di Bari, Vito Leccese, ha effettuato un sopralluogo per verificare l’andamento dei lavori per la realizzazione della struttura finanziata attraverso fondi del Pnrr per un importo complessivo di oltre 2,3 milioni di euro.
La Città metropolitana di Bari ha svolto un ruolo di coordinamento tra i Comuni interessati, supportando sia la scelta della location sia la condivisione della proposta progettuale candidata a finanziamento, garantendo così un’efficace realizzazione dell’opera.
Leccese, nel ribadire l’importanza della cooperazione istituzionale per la realizzazione del canile, sottolinea che «c’è un valore simbolico molto forte: la struttura nasce su un bene confiscato alla criminalità organizzata. Restituire questi spazi alla collettività, trasformandoli in luoghi di cura, tutela degli animali e servizi sociali – evidenzia -, significa affermare con chiarezza che la legalità può e deve generare opportunità e benessere per il territorio».
Nell’area che ospiterà il canile troverà spazio anche un Centro Antiviolenza, “nella consapevolezza, ormai confermata da numerosi studi – spiegano dalla Città metropolitana di Bari – che chi esercita violenza sulle donne spesso manifesta comportamenti di maltrattamento anche nei confronti degli animali“.
La struttura sarà circondata da ampie aree verdi, che potranno essere utilizzate sia dalle attività del centro antiviolenza sia da associazioni impegnate in progetti di pet therapy e percorsi di relazione uomo–animale.
Il canile sanitario avrà una funzione diversa rispetto ai tradizionali canili rifugio: sarà il primo luogo per i cani accalappiati che non resteranno stabilmente nella struttura, ma potranno essere ospitati per un massimo di 60 giorni. In questo periodo si lavorerà per trovare una nuova collocazione: adozione, ricongiungimento con la famiglia in caso di smarrimento, reimmissione controllata sul territorio o, come ultima ipotesi, trasferimento in un canile rifugio.
La struttura sarà dotata di tre sale per gli interventi veterinari dell’Asl, due sale operatorie (una con predisposizione per anestesia gassosa), una sala diagnostica oltre a spazi dedicati alla degenza. Sono previsti box e cucce riscaldate nella zona operativa dell’Asl, oltre a un’area di isolamento sanitario per i cani malati o particolarmente aggressivi.
Nel complesso saranno realizzati 42 box, con dimensioni più che doppie rispetto agli standard minimi previsti dalla legge, per garantire migliori condizioni di benessere animale.















