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Treno in panne all’uscita di Bari, è odissea per centinaia di pendolari: «Servizio Ferrotramviaria indegno»

Un pomeriggio di caos, l’ennesimo, per i pendolari della Bari-Nord. Quello che doveva essere un normale rientro a casa si è trasformato in un’odissea quando, intorno alle 13:30, il treno ET91318 di Ferrotramviaria, appena partito da Bari Centrale, si è inchiodato a pochi metri dall’uscita dello scalo per un’anomalia tecnica.

Il guasto ha paralizzato la linea, innescando una reazione a catena di ritardi e cancellazioni che ha coinvolto decine di viaggiatori. L’azienda ha confermato il blocco e ha provveduto a far scendere i passeggeri dal convoglio in sicurezza, attivando le procedure per il recupero del mezzo.

Mentre a Bari Centrale, intorno alle 14:30, la folla si accalcava in attesa dei bus sostitutivi in via Raffaele De Cesare (nei pressi del bar “Avamposto”), sui social montava la protesta. Le testimonianze parlano di scarsa comunicazione e di una gestione definita «insostenibile». Particolarmente accese le critiche sulla disparità tra il rigore nei controlli e la qualità dell’offerta: «Se fossero così fiscali sugli orari e sulla pulizia come lo sono sui biglietti, avremmo il miglior servizio possibile», accusa una viaggiatrice. Viene citato l’episodio di una ragazza che ha rischiato l’allontanamento dal treno per un cavillo, salvata solo dall’avere un titolo di viaggio valido per la corsa successiva.

Ferrotramviaria ha comunicato che la circolazione potrebbe subire ulteriori rallentamenti e ha invitato l’utenza a seguire gli aggiornamenti sui canali ufficiali WhatsApp. Ma le scuse non bastano più. Tra i gruppi dei pendolari si fa strada l’idea di una lettera-petizione per chiedere alla Regione Puglia e al Ministero delle Infrastrutture una valutazione sulla concessione del servizio, a fronte di costi in aumento e disagi ormai cronici.

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