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Targhino per i monopattini, a Bari Carlo Maione primo ad ottenerlo: «Giusto fare questo passo»

Carlo Maione è il primo barese ad aver registrato il proprio monopattino elettrico alla Motorizzazione civile, ottenendo il cosiddetto targhino. Un gesto che, a pochi giorni dall’entrata in vigore delle nuove regole (previsto il 16 maggio), apre di fatto una fase nuova per la micromobilità urbana, destinata a incidere soprattutto sul tema della sicurezza.

«Ritengo che sia giusto fare questo passo della targa e dell’assicurazione», spiega Maione, che utilizza il monopattino soprattutto per lavoro. «C’è sempre il problema di identificare chi guida in maniera pericolosa e magari non si assume responsabilità in caso di incidenti». Un’esigenza legata ai tanti episodi che si registrano in città: attraversamenti senza rispettare la segnaletica, corse contromano, utilizzo dei marciapiedi e comportamenti pericolosi che spesso rendono difficile risalire al responsabile.

Pratiche veloci e costi irrisori

Sul fronte pratico, l’iter per ottenere la targa non è stato particolarmente complicato. Maione ha svolto tutto in autonomia attraverso il “Portale dell’automobilista“, utilizzando lo Spid: «Mi sono collegato e ho fatto tutto da me, è stato abbastanza semplice. Ho fatto tutto in una settimana». Anche i costi sono contenuti: 8,66 euro per la targa, 10,20 euro di diritti di segreteria e 16 euro di bolli, per una spesa complessiva di circa 35 euro.

Le assicurazioni?

Non mancano però le criticità, a partire dall’assicurazione obbligatoria: «Stamattina ho chiesto informazioni alla mia assicurazione, ma sono caduti dalle nuvole. Non sapevano ancora nulla, gli ho fatto vedere la targa e hanno visto una cosa che non avevano mai visto». Segno che alcune compagnie non si sono ancora adeguate alla novità. E anche in Motorizzazione, racconta Maione, la giornata non è filata liscia. «Gli addetti non sapevano di questa cosa. Siamo stati oltre un’ora ad aspettare che qualcuno gli dicesse come regolarsi». Alla fine, però, la consegna è avvenuta senza ulteriori intoppi.

La comodità

Maione racconta di essere tra i primi ad aver scelto questo mezzo: «Sono stato veramente tra i primi a possederne uno, e ora sono addirittura arrivato al mio terzo. Per me rimane un mezzo utilissimo e comodissimo». Eppure, non nasconde una certa amarezza: «C’è un mio cruccio, una mia insoddisfazione: avrebbero dovuto pensare anche alle bici elettriche, che sono state esonerate da questo obbligo. Anche quelle vanno a 20 o 25 chilometri all’ora, quindi sono equiparabili ai monopattini elettrici». Non è solo una moda. «Mi ha fatto risparmiare tantissimo, soprattutto per il parcheggio. E con la ricarica non c’è paragone rispetto ai costi di benzina e gasolio». Una scelta che guarda anche all’ambiente: «Ormai si va verso questa mobilità elettrica. La strada secondo me è segnata».

La proposta di Azione

Soddisfatto della novità anche il commissario barese di Azione, partito guidato da Carlo Calenda, Massimo Zaccaria che spiega come ora sia possibile risalire più facilmente a chi commette infrazioni al codice della strada o provoca incidenti e anzi, lancia una proposta per le aziende che gestiscono il noleggio di monopattini in città: «Si potrebbe sfruttare la localizzazione gps dei singoli monopattini per ridurre drasticamente, se non bloccare del tutto, la corsa di chi magari percorre strade in senso opposto, o addirittura sfrutta i marciapiedi per “tagliare” il traffico»

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