Stanze ricavate nei garage e affittate ai turisti, incassi non dichiarati, tasse non versate e 12 lavoratori in nero o senza regolari contratti. È quanto accadeva in 45 strutture ricettive (sei delle quali addirittura abusive) della provincia di Bari.
A scoprirlo sono stati i finanzieri che, nel corso dei controlli, hanno accertato come oltre 2,6 milioni di euro sarebbero stati sottratti a tassazione con violazioni in materia di Iva per 400mila euro.
Le ispezioni sono state effettuate ad Altamura, Molfetta, Monopoli, Bitonto, Mola di Bari, Gioia del Colle e Putignano.
I finanzieri hanno riscontrato, come spiegato in una nota, «numerosi imprenditori improvvisati non in regola con la normativa fiscale» relativa a bed&breakfast, case vacanza e affittacamere.
Sono sei le strutture risultate abusive perché prive di qualsiasi «comunicazione obbligatoria o autorizzazione allo svolgimento dell’attività», aggiunge la Guardia di finanza.
In altri casi è stato accertato che l’attività ricettiva «non fosse a gestione famigliare ma avesse assunto le caratteristiche e modalità tipiche di una attività imprenditoriale» e quindi «obbligata al rispetto di un quadro normativo più gravoso, anche sotto l’aspetto dell’imposizione fiscale».
Inoltre, è stato accertato che «alcuni operatori, dopo aver raccolto le prenotazioni on line contattavano direttamente i clienti per procedere alla cancellazione delle stesse per poi concludere le transazioni privatamente, con la richiesta di effettuare pagamenti in contanti in modo da non lasciare traccia dei servizi resi e sottrarsi, di conseguenza, al pagamento delle imposte», concludono i finanzieri.
