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Strade al collasso nella zona industriale di Bari, pericoli quotidiani tra allagamenti, buche e binari

Percorrere le strade della zona industriale di Bari è diventato un vero e proprio percorso a ostacoli. Buche profonde, asfalto dissestato e tratti completamente sconnessi trasformano ogni tragitto in un rischio concreto per automobilisti, camionisti e lavoratori che ogni giorno raggiungono aziende e capannoni dell’area gestita dal consorzio Asi.

La situazione, da tempo segnalata, appare ormai fuori controllo. In diversi punti il manto stradale è talmente deteriorato da sembrare bombardato: voragini improvvise costringono a brusche frenate o pericolose manovre per evitarle, mentre in altri tratti emergono addirittura vecchi binari ferroviari, residui di una rete dismessa da anni e mai rimossa.

Un’eredità ingombrante che oggi rappresenta un ulteriore elemento di pericolo per la circolazione. A complicare ulteriormente il quadro è il maltempo. Quando piove, le depressioni dell’asfalto si riempiono d’acqua trasformandosi in veri e propri pantani.

Le buche diventano invisibili e il rischio di danneggiare i veicoli – o peggio, perdere il controllo del mezzo – aumenta sensibilmente. Non sono rari i casi di pneumatici distrutti, sospensioni compromesse e mezzi pesanti in difficoltà lungo le arterie principali. Le criticità non riguardano solo la sicurezza stradale, ma incidono anche sull’economia locale. L’area industriale è un nodo fondamentale per il tessuto produttivo del territorio e condizioni di viabilità così precarie finiscono per rallentare le attività, aumentare i costi logistici e scoraggiare investimenti.

Nonostante le numerose segnalazioni, gli interventi di manutenzione risultano sporadici e insufficienti rispetto alla gravità del problema. Gli operatori chiedono interventi urgenti e strutturali, non semplici rattoppi destinati a durare poche settimane. La sensazione diffusa è quella di un progressivo abbandono, in un’area che invece dovrebbe rappresentare un punto di forza per lo sviluppo economico. Senza un piano concreto di riqualificazione, il rischio è che la situazione continui a peggiorare, con conseguenze sempre più gravi per sicurezza e produttività.

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