Una concessione da 8,1 milioni di euro in cinque anni (110mila euro al mese) se il Bari dovesse rimanere in Serie B. È questa la cifra che la futura società, vincitrice della prossima gara d’appalto, che dovrebbe essere bandita nelle prossime settimane, dovrà versare al Comune per la gestione dello stadio San Nicola. La somma però verrà ridimensionata a 60mila euro, in caso di retrocessione del Bari, o arrivare a 660mila euro per una eventuale promozione in Serie A. Per gli eventi extra sportivi il balzello da corrispondere all’amministrazione sarà di 60mila euro, ma verrà versato solo a partire dal quinto spettacolo nell’arco dell’anno.
Sono queste alcune delle condizioni contenute nel Piano economico-finanziario (Pef), che detta le linee guida del prossimo bando di gara, e che sarà oggetto di discussione nel Consiglio comunale del 26 marzo prossimo. Non mancano però critiche, da parte del centrodestra, sulla durata del mandato e sull’aver escluso l’Antistadio dal documento. Il Pef è stato discusso ieri mattina in commissione congiunta, Bilancio e Sport, alla presenza del capo di Gabinetto, Nicola Dentamaro, della dirigente comunale, Luciana Cazzolla, e dei presidenti delle commissioni Bilancio e Sport, Nicola Loprieno e Francesca Bottalico. Si tratta di un passo importante e neccessario per cristallizzare le condizioni di gestione dell'”Astronave” di Renzo Piano, a partire da maggio, termine dell’attuale contratto di gestione.
Il San Nicola, definito da molti la punta di diamante del patrimonio immobiliare del capoluogo barese, è un asset che per molti, del centrodestra e del centrosinistra, è stato sfruttato dai De Laurentiis che in questi cinque anni hanno incassato le entrate dagli eventi, sportivi e non, senza corrispondere alcun canone al Comune.
Inizia ora una vera e propria corsa contro il tempo perché, per evitare una eventuale proroga, si dovrà concludere la gara d’appalto entro maggio, tenendo conto che le società interessate (senza escludere una possibile ricandidatura della Ssc Bari) avranno 30 giorni per presentare i propri progetti. Non mancano però alcune critiche sulle condizioni poste per la prossima gestione: Giuseppe Viggiano, vice presidente del Consiglio comunale, in quota Fratelli d’Italia, ha fatto notare come il mandato quinquennale potrebbe non essere “competitivo” rispetto ad altri impianti di livello nazionale che vengono concessi in gestione fino a vent’anni: una prima valutazione fatta dalla stessa Ripartizione allo Sport aveva addirittura configurato l’ipotesi di una concessione di quindici anni.









