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Ssc Bari, Sassanelli: «Investitori esteri molto seri interessati al club, ma non riescono a dialogare»

Lo rivela il portavoce del comitato di garanzia sulla cessione: «Sapere chi è l’advisor è fondamentale e lo ribadiremo a breve a Marino»

Ssc Bari, Sassanelli: «Investitori esteri molto seri interessati al club, ma non riescono a dialogare»
Da sinistra: il sindaco di Bari Vito Leccese, il presidente del Comitato di Garanzia Franco Cassano, l’avvocato Gaetano Sassanelli

Sta per entrare nel vivo «l’altra partita». Quella delicatissima sul futuro della multiproprietà e, di conseguenza, del calcio barese. Da Roma rimbalzano indiscrezioni sulla possibilità concreta che in autunno finisca sul tavolo del consiglio federale della Figc la proposta di riforma. L’obiettivo dei proponenti è duplice: derogare il termine del divieto fissato a partire dal 1 luglio 2028 e ammorbidire le norme in vigore. Di recente ad uscire allo scoperto sono stati Claudio Lotito, presidente della Lazio e fresco patron della Reggina, e Mattia Grassani, legale di diritto sportivo della famiglia De Laurentiis. Le «barricate» della città di Bari, in tutte le sue componenti, compresa quella politica, dopo mesi di «battaglie» hanno prodotto un primo risultato: sabato, mentre la squadra di Rastelli stava per scendere in campo contro l’Altamura, è giunta la risposta del ministro Abodi all’interrogazione parlamentare presentata a fine luglio da Marco Lacarra, nella quale il deputato PD aveva chiesto una presa di posizione chiara e il rispetto dello stop alla multiproprietà dal 1 luglio 2028.

Le parole di Abodi

«Resta inteso che, qualsiasi eventuale revisione regolamentare, da me non auspicata, pur orientata a una presunta modernizzazione del sistema calcistico italiano, tutta da dimostrare, e alla eventuale capacità di attrarre maggiori investimenti internazionali, dovrebbe comunque garantire in modo rigoroso la tutela dei principi di lealtà sportiva, parità delle condizioni competitive, indipendenza delle società partecipanti, trasparenza degli assetti proprietari e certezza delle regole applicabili. Non vi può essere alcuno spazio per derogare a tali principi».

La storia

Il botta e risposta tra Lacarra e Abodi scaturisce dall’appello rivolto alla politica pugliese da Gaetano Sassanelli, portavoce del comitato di garanzia istituito dal sindaco di Bari Vito Leccese. «Nella risposta del Ministro – spiega a L’Edicola l’avvocato penalista – c’è un passaggio positivo, vengono messi per iscritto principi in contrapposizione con le intenzioni dei promotori della riforma. Quando si lavora tutti insieme i risultati si possono ottenere. Questo deve darci forza, coraggio e fiducia per perseguire il nostro obiettivo. L’immagine del San Nicola vuoto sta provocando un grande effetto. Bisogna insistere su questa strada». Secondo Sassanelli «la posizione di Abodi costituisce un gancio per chi vorrà opporsi in consiglio federale all’iniziativa di modifica della multiproprietà». Il portavoce del comitato fa anche i conti, ricordando che non sarà una passeggiata per i promotori ottenere il via libera, tenuto conto della contrarietà dei rappresentanti di Assocalciatori e Allenatori, della Lega B e della LND, per bocca del suo presidente Abete. «È in dubbio che vi sia stato un accordo tra De Laurentiis e Malagò, a fronte del quale dopo la sua elezione il neo presidente si sarebbe impegnato a rivedere la norma sulla multiproprietà. Al momento Lotito è in minoranza, ma la strada non è in discesa», avverte Sassanelli, ponendo poi l’attenzione su un elemento di novità. «Se si andasse verso una deroga non credo che l’Inter di Marotta (membro del consiglio federale) starebbe sondando il calcio estero per l’acquisizione di una seconda squadra».

L’appuntamento

Intanto dopo mesi di stallo il 10 ottobre il comitato di garanzia incontrerà il dg della Ssc Bari Marino. «Non siamo stati con le mani in mano, abbiamo lavorato sotto traccia per far partire il dialogo. L’obiettivo è sempre lo stesso, chiedere il rispetto degli impegni promessi da De Laurentiis al Sindaco di Bari in tema di cessione del club». Le priorità restano due: costituire la dataroom utile a potenziali investitori e venire a conoscenza degli advisor. «Acquirenti ce ne sono, anche esteri e molto seri – rivela Sassanelli – ma al momento non hanno ancora avuto la possibilità di interloquire con la società. In questo senso sapere chi è l’advisor diventa fondamentale. Sarebbe il primo passo verso la cessione del club».