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Schiaffi, umiliazioni e bimbi “legati”: sospesa per 6 mesi maestra d’asilo a Bitonto. Il gip: «Uso abituale di violenza»

Schiaffi sul viso e sulla nuca, strattonamenti violenti, urla e punizioni umilianti ai danni di bambini di appena quattro anni. È uno scenario gravissimo quello tracciato dalla gip di Bari, Valeria Isabella Valenzi, che ha portato alla notifica di un provvedimento di sospensione dall'insegnamento per sei mesi nei confronti di una maestra di 65 anni…
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Schiaffi sul viso e sulla nuca, strattonamenti violenti, urla e punizioni umilianti ai danni di bambini di appena quattro anni. È uno scenario gravissimo quello tracciato dalla gip di Bari, Valeria Isabella Valenzi, che ha portato alla notifica di un provvedimento di sospensione dall’insegnamento per sei mesi nei confronti di una maestra di 65 anni in servizio in una scuola dell’infanzia di Bitonto. L’accusa formale è di maltrattamenti aggravati.

A far scattare l’allarme, come spesso accade in questi casi, è stato l’intuito delle madri. L’inchiesta è partita dalla denuncia di due genitori, insospettiti da alcuni comportamenti anomali dei figli tra le mura domestiche. Uno dei piccoli, in particolare, aveva iniziato a fare un “gioco strano”: si avvolgeva del nastro adesivo intorno al corpo dicendo alla madre «come la maestra a me». Un racconto agghiacciante che ha trovato conferme nei racconti di altri compagni di classe. A quel punto, i poliziotti del commissariato di Bitonto hanno installato delle telecamere nascoste nell’aula, le cui riprese hanno immortalato i presunti maltrattamenti. Oltre alle percosse, in un’occasione la maestra avrebbe fatto cadere un bambino obbligandolo a restare a terra, mentre in un altro frangente avrebbe colpito una bimba in testa con un libro.

La difesa della maestra: «Solo colpetti, bambini irrequieti»

Sottoposta a interrogatorio preventivo, l’insegnante 65enne (assistita dall’avvocato Tommaso Barile) ha respinto le accuse più gravi, negando categoricamente l’uso del nastro adesivo. Pur riconoscendo “l’incongruità” di alcuni suoi atteggiamenti, la donna ha giustificato le sue azioni parlando di «scarsa autonomia» e forte «indisciplina» della classe, derubricando gli schiaffi a semplici «colpetti dietro la nuca».

Una versione che non ha convinto la gip Valenzi. Nel provvedimento cautelare, la giudice evidenzia «il carattere maltrattante delle condotte registrate, realizzate in maniera del tutto gratuita e sproporzionata» rispetto alla naturale vivacità dei minori. Le immagini, scrive la gip, mostrano «l’uso abituale di violenza», con i bambini più irrequieti afferrati di scatto, strattonati e trascinati per imporre loro di sedersi. La difesa dell’indagata ha già annunciato che presenterà appello contro la sospensione di sei mesi.

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