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Sicurezza urbana, Leccese in audizione al Senato: «Sindaci non siano lasciati soli. Servono risorse e strumenti»

«Rafforzare il ruolo dei Comuni nelle politiche di sicurezza urbana, garantire risorse strutturali e strumenti operativi adeguati alle polizie locali». È la richiesta avanzata dal sindaco di Bari e delegato alla sicurezza urbana per l’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci), Vito Leccese, intervenuto oggi in audizione al Senato sul decreto legge sicurezza attualmente in fase di conversione.

La sicurezza urbana, ha ricordato il primo cittadino di Bari, «riguarda la qualità della vita, la coesione sociale e la fiducia nelle istituzioni» e in quest’ottica «i Comuni sono il primo presidio sul territorio e il primo riferimento per i cittadini, ma – ha sottolineato – per rispondere in modo efficace alle nuove sfide servono strumenti adeguati e un investimento strutturale dello Stato».

Nel corso dell’audizione, Leccese ha espresso apprezzamento per alcune misure contenute nel decreto, tra cui l’incremento delle risorse per la sicurezza urbana (salite a 29 milioni di euro) e i fondi per la videosorveglianza (19 milioni di euro), ma ha sottolineato «la necessità di rendere questi interventi stabili nel tempo».

Le città, ha evidenziato Leccese, «hanno bisogno di una programmazione pluriennale e di un rafforzamento strutturale dei fondi per la sicurezza urbana».

Tra le proposte avanzate dal delegato Anci c’è «l’istituzione di un Fondo nazionale da almeno 500 milioni di euro l’anno destinato al potenziamento degli organici della polizia locale, ridotti negli ultimi anni di oltre 11mila unità. Secondo l’associazione dei Comuni, si tratta di una misura indispensabile per garantire un presidio efficace del territorio e rispondere alla crescente domanda di sicurezza nelle città».

Leccese ha inoltre evidenziato «l’urgenza di consentire alle polizie locali l’accesso pieno alle banche dati nazionali». Un ulteriore tema riguarda la tutela degli operatori di polizia locale. «Gli agenti – ha sottolineato Leccese – svolgono funzioni sempre più complesse e spesso affrontano rischi analoghi a quelli delle altre forze di polizia. È necessario riconoscere tutele adeguate, a partire dal piano previdenziale e dal riconoscimento della specificità del loro lavoro».

Per il sindaco di Bari, «la sicurezza non può essere affrontata solo con un approccio repressivo. Servono politiche integrate, investimenti sui servizi territoriali e una collaborazione forte tra Stato, Regioni e Comuni. Solo così potremo garantire città più sicure e più vivibili», ha concluso.

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