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Sicurezza asse Bari-Bologna, Leccese frena sui taser: «Basta propaganda e slogan che alimentano la paura»

L’intervento del primo cittadino barese arriva in un momento di forte dibattito nazionale, sollecitato dai recenti fatti di cronaca di Brindisi e Bologna

Sicurezza asse Bari-Bologna, Leccese frena sui taser: «Basta propaganda e slogan che alimentano la paura»

«Non si usi il tema della sicurezza per far crescere la paura nelle nostre comunità, perché con la paura non si va da nessuna parte e non si creano le condizioni per il futuro». È un monito netto e privo di mediazioni quello lanciato dal sindaco di Bari e delegato Anci alla Sicurezza, Vito Leccese, a margine di una seduta comunale congiunta che ha visto il capoluogo pugliese ospitare il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, e una folta delegazione di assessori.

L’intervento del primo cittadino barese arriva in un momento di forte dibattito nazionale, sollecitato dai recenti fatti di cronaca: la morte a Bologna del 42enne Abderrahim Fakir durante un fermo di polizia e il caso del 28enne brindisino immobilizzato con il taser dopo aver aggredito i sanitari del 118.

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Leccese ha colto l’occasione per ribadire la linea di condotta dell’amministrazione barese, che ha fermamente respinto l’introduzione della pistola a impulsi elettrici nella dotazione dei propri agenti: «Noi abbiamo rifiutato l’utilizzo, seppure in via sperimentale, del taser. Questo non soltanto perché non vi è ancora una spiccata chiarezza scientifica sui danni biologici che potrebbero essere arrecati a chi viene colpito da una scarica, ma anche perché i nostri agenti di Polizia Locale non godono attualmente delle tutele giuridiche e operative necessarie per poter utilizzare uno strumento simile in totale sicurezza».

La convergenza istituzionale con il sindaco bolognese Lepore ha offerto a Leccese la sponda per formalizzare una richiesta corale a nome delle grandi amministrazioni italiane, orientata a un radicale cambio di paradigma nella gestione dell’ordine pubblico:

«Da tempo, come Città Metropolitane, chiediamo che sul tema della sicurezza urbana si adotti un approccio profondamente diverso. È necessario superare la logica della propaganda e smetterla di governare territori complessi affidandosi esclusivamente agli slogan».

La linea tracciata a Bari punta dunque a disinnescare la narrazione emergenziale, invocando riforme strutturali per il personale delle polizie municipali e interventi sociali capaci di prevenire le tensioni, piuttosto che affidarsi alla sola deterrenza tecnologica.