Un sistema giudiziario sempre più sotto pressione, chiamato a reggere il peso di procedimenti complessi e numericamente crescenti, mentre sul territorio il fenomeno criminale appare in espansione e sempre più articolato. È questo il quadro tracciato dal procuratore della Repubblica di Bari, Roberto Rossi, che ha rivolto un appello diretto alle istituzioni competenti affinché si proceda con urgenza al potenziamento degli organici, sia in magistratura sia tra le forze dell’ordine.
Secondo il capo della Procura distrettuale antimafia barese, l’attuale assetto rischia di non essere più adeguato a fronteggiare la mole di indagini in corso e quelle che quotidianamente si aggiungono. «Servono più giudici e più operatori sul territorio – ha sottolineato Rossi – per garantire risposte tempestive ed efficaci, evitando che la complessità dei procedimenti rallenti l’azione di contrasto alla criminalità».
Un allarme che si inserisce in un contesto già segnato da inchieste sempre più articolate, spesso caratterizzate da strutture associative e da schemi fraudolenti capaci di muoversi tra ambiti pubblici e privati con elevata capacità di adattamento. In questo scenario, la carenza di risorse rischia di tradursi in un rallentamento dell’azione giudiziaria e investigativa.
Il tema non riguarda soltanto la fase giudiziaria, ma anche quella investigativa, dove la complessità crescente dei fenomeni criminali richiede un numero adeguato di uomini e mezzi per le attività di indagine, il controllo del territorio e l’analisi dei flussi finanziari. L’appello della Procura di Bari riporta, dunque, al centro del dibattito pubblico la questione delle risorse destinate alla giustizia, in un momento in cui la domanda di legalità appare sempre più alta e articolata. Ora la palla passa alle istituzioni politiche, chiamate a valutare interventi strutturali per rafforzare l’intero comparto.









