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Serie D: papere, legni e infortuni. Così è caduto il fortino del Bitonto: «Solo episodi»

La sconfitta con il Nola ha fatto cadere il mito dell’imbattibilità stagionale al “Città degli Ulivi”. Ma non è – non può essere – solo un fatto statistico. E neppure di classifica, se si pensa che il Cerignola ha perso 6 punti con Fasano, Gravina e Altamura, sempre con l’avversario in recupero nel segmento finale del match. Come dice Claudio De Luca, «non possiamo guardare chi sta avanti o chi sta dietro. Dobbiamo pensare a noi. Se siamo primi, non abbiamo vinto nulla, se siamo secondi nulla è perso. L’importante è rialzarsi dopo ogni caduta», filosofeggia l’allenatore del Bitonto dopo la quinta sconfitta alla 25ª giornata del Girone H di Serie D.

E tuttavia, la battuta d’arresto col Nola merita un’analisi più approfondita. Senza per questo mettere sul banco degli imputati questo o quel calciatore, se non lo stesso trainer di Castellana Grotte, che, fra l’altro, a sentire le “voci di dentro”, gode della piena e incondizionata fiducia dell’establishment del club di Francesco Rossiello.
«Cominciamo col dire che gli episodi hanno girato in un’unica direzione, e purtroppo non è andata come noi immaginavamo». De Luca si assume tutte le responsabilità per lo 0-2 rimediato con i bruniani di Carmelo Condemi, allenatore reggino all’esordio sulla panchina bianconera.
In effetti, di episodi ce ne sono a josa: la papera dell’esordiente Cannizzaro sul retropassaggio di Lanzolla; la traversa colpita da Lattanzio dal dischetto, con la chance pressoché immediata dell’1-1 gettata alle ortiche; l’infortunio a Lacassia, che ha impedito ai baresi di replicare l’azione della efficacissima catena di destra, dove l’ex Andria e Palumbo avevano messo in gravi ambasce i campani. «Le scelte – dice De Luca – possono darti ragione o no. Sarebbe troppo semplice dare la croce addosso al portiere, un ragazzo di diciott’anni. Ma anche in questo caso, la scelta è mia e me ne assumo appieno la responsabilità».
Poi ci sono i limiti. A cominciare dagli errori di palleggio commessi anche da gente di mestiere; dalla lentezza nel ribaltamento del fronte; dalle conclusioni fallite in area (le palle mancate da Taurino e Santoro); dalla confusione che ha regnato dopo il raddoppio nolano. «Lì è mancato l’episodio, la scintilla che riaccendeva la partita. Comunque ci abbiamo provato, tranne forse negli ultimi 5’. Non mi è piaciuta la prestazione dal punto di vista tecnico, questo sì: se sbagli, concedi all’avversario la possibilità di ripartire».
Ripartenza, appunto. Come si fa a rimettere il convoglio sui binari dopo il deragliamento in vista di Fasano? «Semplice: usando la testa, anche perché non è la prima volta che ci capita».
Carmelo Condemi, terzo coach del Nola dopo Alfonso De Lucia e Antonio De Stefano, ha asserito che la partita è stata «vinta con merito contro una grande squadra e che la fortuna te la devi cercare». Poi, a proposito del Bitonto, ha ribadito «che un incidente di percorso ci può stare in un torneo così equilibrato. In ogni caso, se contende al Cerignola il primato vuol dire che qualcosa di buono l’ha fatto».

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