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Playout di Serie B, i tifosi biancorossi chiedono un miracolo: «Dio salvi la Bari». Maiellaro critico

Playout di Serie B, i tifosi biancorossi chiedono un miracolo: «Dio salvi la Bari». Maiellaro critico

La città si prepara a vivere la notte più lunga e insonne della storia recente. Paura e ansia dominano il popolo biancorosso in vista degli ultimi delicatissimi 90 minuti della stagione.

Domani sera, alle 20, al «Druso» di Bolzano si alzerà il sipario sulla partita di ritorno dei playout tra Sudtirol e Bari. Per salvarsi la squadra pugliese ha l’obbligo di vincere, mentre ai padroni di casa basterà un pareggio per blindare la categoria. Sullo sfondo l’incubo di ripiombare nel baratro abbandonato solo quattro stagioni fa e che sembrava impensabile ritrovare sulla strada del Bari guidato dalla famiglia De Laurentiis.

Stranezze del calcio, ma anche l’effetto di una gestione societaria mediocre, priva di ambizioni, che ormai da tre anni, complici i vincoli della maledetta multiproprietà, è incapace di garantire quella progettualità che in Serie B conta molto più degli investimenti. E poi c’è quel destino beffardo capace di muovere i fili come un burattinaio pazzo, che mentre a Napoli regalava due scudetti in tre stagioni, nello stesso periodo condanna oggi la città di «San Nicola» a due spareggi salvezza. Davvero troppo per chi dal 2011 ha dovuto ingoiare amarezze dopo amarezze: dal calcio scommesse, con un derby truccato contro il Lecce, passando attraverso due fallimenti societari nell’arco di 4 anni, quindi la ripartenza dalla Serie D, arrivando a una finale playoff persa a 120 secondi dal fischio dell’arbitro. Adesso tocca soffrire ancora e, come faranno in tanti, pregare. Sì, invocare il divino. Nel frattempo al «Druso» si deciderà il destino del Bari, con al fianco 624 anime biancorosse in pena.

Massimo Carlucci

«Da appassionato di calcio inglese prendo in prestito l’inno ‘God Save the Queen’ e dico ‘Dio salvi la Bari’. Vedremo la partita al club, ma abbiamo poche speranze. A questo punto, mi rimetto alla volontà divina, non vedo altri appigli. Non ci resta che confidare in un miracolo. Visto l’atteggiamento nella gara di andata, senza alcun rispetto per le 28mila persone presenti al «San Nicola», non c’è nemmeno la consapevolezza che questa squadra possa andare a Bolzano per dannarsi l’anima in campo. Non s’intravedono vie d’uscita. Per come è andata la stagione, la retrocessione sarebbe meritata. Dopo 55 anni di stadio e di trasferte per la prima volta ho visto le partite dalla tv. E come me tanti lo hanno fatto. A prescindere da come andrà domani sera, spero che questa proprietà si faccia da parte, ci ha tolto la dignità di essere tifosi». Così Massimo Carlucci del Bari Club Beppe Sciannimanico.

Lo «zar» Pietro Maiellaro

«Stato d’animo? È come attendere la visita dal medico. Come si dice, ‘la speranza è l’ultima a morire’, ma a essere sinceri, credo che ci siano poche possibilità. Penso che il Bari stavolta non ce la farà. Naturalmente in cuor mio lo spero tanto. Basandomi sulla gara di andata, non saprei davvero che tipo di forza e mezzi abbia la squadra per mettere in difficoltà questo tipo di avversario per vincere la partita. Non vedo elementi che mi diano speranza. Per cui, anch’io mi aggrappo a chi ci guarda da Lassù. Chi può essere decisivo? Ripenso all’azione di Rao in gara 1, poteva fare meglio, ma resta l’unico calciatore capace di creare problemi. Ben inteso, nel calcio può succedere tutto. Mi auguro che arrivi la salvezza, come avvenne due anni fa. Il punto è che stavolta il Bari è stato nell’abisso per tutto il campionato, nonostante la vicinanza di tutta la tifoseria. Questi sono i soldati, non resta che sperare che siano in grado di vincere almeno una battaglia, la più importante della loro carriera».