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Scommesse al quartiere Madonnella. Nelle macchinette le offerte dei fedeli

Se non è stata fortuna, sarà stata forse la buona influenza di San Nicola, a guidare la slot machine che qualche ora dopo il furto delle reliquie , all’alba del 22 marzo scorso, ha fruttato a Farid Hanzouti la somma di 1.600 euro. Il 48 enne tunisino, trovato dalla polizia in possesso di 1.750 euro,…
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Se non è stata fortuna, sarà stata forse la buona influenza di San Nicola, a guidare la slot machine che qualche ora dopo il furto delle reliquie , all’alba del 22 marzo scorso, ha fruttato a Farid Hanzouti la somma di 1.600 euro. Il 48 enne tunisino, trovato dalla polizia in possesso di 1.750 euro, subito dopo il colpo avrebbe trascorso il resto della notte in una sala scommesse nel quartiere Madonnella, giocando alle slot machines con le monete trafugate poco prima dalle cassette delle offerte della Basilica.

Con le offerte al Santo, l’uomo avrebbe vinto oltre 1.600 euro, lasciando la sala scommesse nelle prime ore del mattino, con al seguito uno zaino. Gli investigatori, analizzando le tracce digitali e fisiche lasciate dietro di sé dal tunisino, hanno ricostruito gli spostamenti nelle ore successive al furto.
Lo hanno finalmente individuato in un casolare abbandonato nelle campagne del quartiere Japigia, lo hanno fermato e portato in Questura, mentre i colleghi perquisivano la sua casa di fortuna alla ricerca degli ori rubati. La prima caccia alla refurtiva però non aveva dato alcun esito e così, dopo l’interrogatorio per la convalida del fermo, conclusosi con la contestuale ordinanza di custodia cautelare in carcere, gli investigatori sono ritornati a quel casolare dove portavano le tracce e hanno cercato proprio quello zainetto che, dopo essere comparso nelle telecamere di sorveglianza lungo il tragitto, non era però stato trovato nel casolare.
L’intuizione di un’agente, che ha notato un sentiero di erba calpestata in una zona dove invece era alta, li ha portati al nascondiglio e al ritrovamento delle reliquie: l’anello con pietre che la statua del Santo indossava alla mano destra, l’Evangielario con le tre sfere nella sinistra, e il medaglione con la sacra manna. I beni sono stati repertati e posti sotto sequestro, a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ne ha successivamente disposto la restituzione alla Basilica di San Nicola.
Proseguono le indagini finalizzate ad accertare la motivazione del gesto e la presenza di eventuali complici. Il sospetto, in sostanza, è che il tunisino avesse affidato lo zaino ad altri, magari un senzatetto come lui, che dopo l’arresto del ladro, abbia preferito disfarsene riportandolo in campagna. Farid Hanzouti non avrebbe dato alcun contributo alle indagini, nemmeno in sede di interrogatorio, quando avrebbe fornito spiegazioni poco convincenti su quel denaro. Alla gip Antonella Cafagna avrebbe spiegato che si trattava dei suoi risparmi, messi da parte grazie al lavoro in un autolavaggio e a quello di parcheggiatore abusivo.
Spiegazioni giudicate poco attendibili dalla giudice, che ha quindi firmato la misura cautelare in carcere: «Inadeguata a soddisfare le esigenze cautelari – si legge – è la misura, più mite, degli arresti domiciliari, poiché l’indagato risulta privo di una fissa dimora nel territorio italiano e soprattutto risulta privo di fonti lecite di guadagno».

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