Una mattinata di altissima tensione che ha richiesto l’intervento degli specialisti chimici e nucleari per scongiurare il peggio. Intorno alle ore 9 di oggi, lunedì 13 luglio, un violento incendio di sterpaglie – l’ennesimo di un’estate finora drammatica sul fronte dei roghi – è divampato nel territorio di Ruvo di Puglia, lambendo un casale di prossima apertura.
A trasformare un “ordinario” intervento di spegnimento in una potenziale situazione di massima emergenza è stata la presenza, a ridosso del fronte del fuoco, di un grosso serbatoio interrato di GPL.
Le fiamme hanno rapidamente circondato l’area del bombolone. Fortunatamente, i dispositivi di sicurezza di cui l’impianto è dotato hanno funzionato alla perfezione, impedendo al fuoco di innescare il gas custodito all’interno.
Tuttavia, una volta domate le fiamme, i Vigili del Fuoco hanno dovuto affrontare una seconda e altrettanto pericolosa criticità: l’intera struttura del serbatoio è stata esposta a temperature elevatissime, rendendo instabile la pressione interna e obbligando i soccorritori a pianificare uno svuotamento d’urgenza in totale sicurezza.
In campo gli specialisti del Nucleo NBCR di Bari
Per gestire una procedura così rischiosa, la sala operativa del Comando provinciale ha inviato sul posto, in supporto alla prima squadra, un’unità d’élite: gli specialisti del Nucleo NBCR di Bari (Nucleare, Biologico, Chimico e Radiologico), attrezzati con la strumentazione speciale “GPL LIGHT”.
I tecnici sono attualmente impegnati nelle delicate operazioni di svuotamento e bonifica del serbatoio. Il GPL viene estratto e bruciato in modo controllato mediante il collegamento a un’apposita torcia di sicurezza.
Dall’alto comando fanno sapere che si tratta di manovre particolarmente lunghe, complesse e che richiedono la massima precisione chirurgica; per questo motivo, le operazioni sul sito del casale proseguiranno senza sosta ancora per diverse ore, fino al totale isolamento del rischio.
