Il Tribunale di Bari ha assolto «perché il fatto non sussiste» il maresciallo della Guardia di finanza Antonio Cretì accusato, in concorso con l’ex consigliere regionale pugliese Giacomo Olivieri, di rivelazione di segreti d’ufficio. I fatti risalgono al 2019, quando Cretì, secondo l’accusa, avrebbe rivelato all’allora direttore della testata online Il Quotidiano Italiano (non indagato) delle notizie dal contenuto riservato relative a delle perquisizioni che la finanza avrebbe poi eseguito nell’ambito di un’indagine su una combine calcistica nel campionato di serie D.
Per questa vicenda Olivieri, che avrebbe fornito al finanziere il numero di telefono del giornalista, era già stato rinviato a giudizio, mentre per Cretì la Procura aveva chiesto l’archiviazione facendo leva sulla «particolare tenuità» del fatto. L’informazione, secondo la Procura, non avrebbe infatti danneggiato le indagini.
Il gip, in quella fase, ordinò invece la formulazione coatta dell’imputazione al pubblico ministero, rilevando, nell’ordinanza, come il comportamento di Cretì sarebbe stato comunque idoneo a recare «grave nocumento all’attività d’indagine». Oggi, in udienza, la Procura ha chiesto la condanna di Cretì a un anno di reclusione. Cretì è assistito dall’avvocato Emiliano D’Alessandro.