Arriva un’assoluzione con formula piena, «per non aver commesso il fatto», per l’ex consigliere regionale pugliese Giacomo Olivieri. Il Tribunale di Bari ha chiuso così il procedimento che lo vedeva imputato per rivelazione di segreti d’ufficio, accogliendo la richiesta di assoluzione che era stata formulata dalla stessa Procura.
La presunta “soffiata” sull’inchiesta calcistica
I fatti al centro del processo risalivano al 2019. Secondo l’impianto accusatorio originario, Olivieri avrebbe fornito a un maresciallo della Guardia di Finanza, Antonio Cretì, il recapito telefonico di un giornalista. L’obiettivo, per l’accusa, sarebbe stato quello di far trapelare la notizia (dal contenuto strettamente riservato) di imminenti perquisizioni delle Fiamme Gialle nell’ambito di una delicata inchiesta su una presunta combine nel campionato di calcio di Serie D.
La notizia confidenziale sarebbe stata destinata al direttore (mai indagato nella vicenda) dell’allora testata ‘Quotidiano Italiano’, di cui lo stesso Olivieri figurava come editore. L’ipotesi di reato si è però smontata in aula: difeso dagli avvocati Gaetano e Luca Castellaneta, l’ex consigliere è stato scagionato. Il suo proscioglimento chiude il cerchio sulla vicenda: già lo scorso marzo, infatti, lo stesso maresciallo Cretì (giudicato con rito separato) era stato assolto dalle medesime accuse.
L’ombra della maxi-inchiesta “Codice Interno”
Questa assoluzione, tuttavia, rappresenta solo un tassello del ben più complesso mosaico giudiziario che coinvolge l’ex politico. Olivieri resta infatti il principale imputato della maxi-inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) denominata ‘Codice interno’, che ha scoperchiato un presunto e ramificato sistema di intrecci tra mafia, politica e imprenditoria nel capoluogo pugliese.
Proprio nell’ambito di questo filone investigativo, l’ex consigliere è stato recentemente condannato in rito abbreviato a 9 anni di reclusione con le pesantissime accuse di scambio elettorale politico-mafioso ed estorsione. Secondo la ricostruzione della Dda, sempre nel 2019, Olivieri avrebbe raccolto e mobilitato i voti di tre distinti clan mafiosi baresi per favorire l’elezione della moglie, Maria Carmen Lorusso, al consiglio comunale di Bari (la posizione della donna è attualmente in fase di dibattimento).