«Con grande riconoscenza, desidero esprimere gratitudine profonda per il felice esito delle indagini della Polizia che hanno portato al ritrovamento degli oggetti trafugati nella Basilica di San Nicola, alla statua raffigurante il Santo patrono di Bari, caro a milioni di persone», così l’Arcivescovo della diocesi Bari-Bitonto, monsignor Giuseppe Satriano, in merito al ritrovamento nelle campagne di Japigia, intorno al casolare dove si nascondeva il presunto ladro, da parte degli agenti delle Volanti e della Squadra mobile della Questura di Bari degli oggetti rubati martedì scorso dalla Basilica di San Nicola.
«La professionalità degli agenti, la loro perizia e l’abnegazione vissuta nel portare avanti il proprio lavoro ha riconsegnato alla città, e non solo, un segno di speranza che ridona fiducia a questi giorni, rattristati dalla guerra alle porte delle nostre case», prosegue monsignor Satriano.
Per il furto dell’anello, dell’evangeliario con le tre sfere e di un’ampolla contenente la manna è finito in carcere Farid Hanzouti, 48enne tunisino individuato nelle prime ore dopo il furto e fermato dagli agenti mercoledì nel primo pomeriggio, all’interno di un casolare abbandonato a Japigia, nel quale erano stati ritrovati anche 1.750 euro. Il fermo dell’uomo, emesso poi nella notte, è stato convalidato dalla gip Antonella Cafagna, su richiesta della pm Angela Morea.
«Dispiace la vicenda del tunisino trovato in possesso della refurtiva», continua l’Arcivescovo: «Questa amara storia ci apra il cuore a maggiore solidarietà verso i fratelli che vivono nel bisogno – ammonisce – ma anche ad educare a quel senso civico, fatto di rispetto e attenzione alle regole del vivere insieme, a cui nessuno deve sottrarsi. Il Santo di Myra, a cui affidiamo le preghiere di tutti, interceda per questa nostra umanità, ferita e lacerata. A lui chiediamo la grazia e il coraggio di saper attestare relazioni autentiche, protese ad un’etica del dono con la quale rendere generativi i vissuti di ciascuno», conclude Satriano.