Una vera e propria metropolitana di superficie per connettere l’hinterland a Bari, cancellando per sempre le storiche barriere di ferro che per decenni hanno spaccato in due i centri urbani. Entra nella fase cruciale la rivoluzione della mobilità nel sud-est barese.
Questa mattina, il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Piemontese, hanno effettuato un sopralluogo ispettivo nei cantieri delle nuove stazioni ferroviarie di Triggiano e Capurso, lungo la linea Bari-Putignano (via Conversano) gestita da FSE (Gruppo FS).
I due moderni scali interrati, costati circa 10 milioni di euro tra fondi regionali e PNRR, apriranno ai viaggiatori entro l’autunno del 2026, non appena si concluderanno i collaudi di sicurezza dell’agenzia nazionale ANSFISA.
Dal 27 luglio tornano i treni
La notizia più attesa dai pendolari riguarda l’imminente riapertura della linea. Dopo lo stop dello scorso aprile, necessario per consentire l’accelerazione dei cantieri tecnologici, lunedì 27 luglio riprenderà ufficialmente la circolazione dei treni lungo l’intera tratta Bari-Putignano via Conversano.
Il servizio ripartirà con una griglia di corse mirata:
- Nei giorni feriali: Attive 8 coppie di treni.
- Nei giorni festivi: Garantite 6 coppie di treni.
- Fermate attive: Mungivacca, Noicattaro, Rutigliano, Conversano, Castellana Grotte e Grotte di Castellana.
In attesa dell’attivazione definitiva delle stazioni sotterranee di Triggiano e Capurso in autunno, FSE garantirà un servizio di supporto su gomma con 24 bus sostitutivi nei giorni feriali e 14 nei festivi, con fermate dedicate nei due comuni.
Addio a 9 passaggi a livello
I lavori, partiti all’inizio del 2024, rappresentano l’ultimo tassello del raddoppio del binario tra Bari Mungivacca e Noicattaro e del completamento del tunnel sotterraneo Triggiano-Capurso. L’interramento della ferrovia ha permesso di eliminare definitivamente ben 9 passaggi a livello, ricucendo il tessuto urbano delle due cittadine.
Laddove un tempo c’erano binari in superficie, barriere e smog, nascerà un percorso ciclopedonale che collegherà direttamente Triggiano e Capurso, affiancato da aree verdi, pavimentazioni moderne e parcheggi di scambio per favorire l’intermodalità (auto-bici-treno).
«Le stazioni non sono più solo luoghi di passaggio, ma veri e propri snodi urbani – ha dichiarato il governatore Antonio Decaro –. Il raddoppio e l’interramento trasformano questa tratta in una vera linea metropolitana connessa a Bari. Il trasporto su ferro è la vera sfida del futuro: abbatte l’inquinamento, accorcia le distanze e contrasta lo spopolamento dei centri più piccoli».
Un concetto rilanciato dall’assessore Raffaele Piemontese, che ha inquadrato l’opera in un piano industriale molto più ampio: «Questo investimento da 36,5 milioni di euro dimostra come un’infrastruttura moderna possa cambiare in meglio il volto delle città che attraversa. Coniughiamo elettrificazione, sicurezza e innovazione per offrire un’alternativa reale all’uso dell’auto privata per i pendolari diretti a Bari».
Tecnologia e accessibilità totale nei nuovi “hub”
Le stazioni sotterranee di Triggiano e Capurso saranno gemelle e all’avanguardia: dotate di biglietterie, aree commerciali, scale mobili, ascensori e un doppio ingresso (uno sul piazzale principale e uno rivolto al centro storico).
Sotto il profilo tecnologico, la linea è stata dotata di una nuova dorsale in fibra ottica (il “sistema nervoso” che ottimizza lo scambio dati e il segnalamento) e del sistema di sicurezza PAI-PL, una tecnologia radar in grado di rilevare ostacoli sui passaggi a livello superstiti per arrestare tempestivamente la marcia dei treni.
Infine, l’intervento si inserisce nel piano complessivo da 215 milioni di euro (in parte PNRR) con cui FSE sta trasformando 20 stazioni tra Bari e il Salento in veri e propri hub intermodali, dotati di banchine rialzate per l’accesso facilitato dei disabili, mappe tattili per ipovedenti e nuovi terminal per i bus.






